Questa giornata potrebbe rappresentare un’inversione di rotta in questa estate drammatica di crisi del nostro debito sovrano, con i rendimenti dei nostri bond in piena impennata, allargando il differenziale con i Bund tedeschi, presi a riferimento per quella benedetta tripla A, che li rendono i più sicuri dell’Eurozona, e non solo.
Già ieri, dopo che il governo si era impegnato ad anticipare il pareggio di bilancio e a fare quella conferenza stampa il venerdì sera, in cui annunciava il varo di misure per la crescita e la stabilità dei conti pubblici, la BCE aveva assicurato il suo appoggio ai nostri titoli, oltre che ai Bonos spagnoli, per frenarne il crollo di valore e il corrispettivo boom dei tassi.
In mattinata, per il solo diffondersi delle voci su un possibile intervento di Francoforte, gli acquisti dei nostri BTp sono stati copiosi e con il trascorrere delle ore, con la complicità della stessa Francoforte, i rendimenti dei decennali e dei quinquennali, in particolare, sono crollati, addirittura scendendo sotto i 300 bp, puntando, al momento, decisamenteverso quota 280 bp. Pensare che solo la scorsa seduta, venerdì, i nostri decennali viaggiavano verso i 400 bp.
Al momento, i rendimenti a dieci anni si attestano intorno al 5,4%, contro il 6,4% raggiunta nella seduta precedente, i BTp a cinque anni sono calati, invece, al 4,73%. I titoli spagnoli si attestano, per ciascuna scadenza, su qualche centesimo in meno di rendimento.
Rispetto all’esplosione dei rendimenti nelle ultime settimane, i nostri tassi a 10 anni sono ancora sopra di circa 70 punti base. Era un altro mondo prima del weekend.




