L'afternoon tea: assaporare un piacere pacatamente

Un bel paesaggio estivo, l’ombra ricercata dopo una giornata di sole. E quel tempo, tra le cinque e le otto, si trasforma in eternità godendo di quella magica bevanda che è il .

“Sotto certi aspetti ci sono nella vita poche ore più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia del tè nel pomeriggio. Vi sono circostanze in cui, sia che si prenda il tè o no – c’è della gente che non ne vuol sapere – quel momento è in sè delizioso. Le condizioni alle quali io penso, incominciando a scrivere questa semplice storia, offrivano un assetto mirabile per l’innocente passatempo.

Gli oggetti necessari alla piccola cerimonia erano stati disposti sulla prateria di una vecchia casa di campagna inglese, nel cuore di uno splendido pomeriggio estivo. Una parte del quale era già trascorsa, ma ancora molta ne rimaneva, ch’era della più bella e fine qualità . Il crepuscolo sarebbe disceso di lଠa parecchie ore, ma l’empito della luce estiva aveva incominciato a scemare, l’aria s’era addolcita e le ombre s’allungavano sul folto e vellutato tappeto d’erba. Ma a rilento, e la scena spirava quel largo senso di benessere di chi sa di avere ancora tante ore davanti, e che di solito, in una tal ora, ci rende così piacevoli scene come quella. Dalle cinque alle otto corre talvolta una piccola eternità che, nel nostro caso, non poteva essere che un’eternità di piacere.

Le persone che vi prendevano parte assaporavano quel piacere pacatamente e non appartenevano al sesso che di solito fornisce regolari adepti a una tale cerimonia. Le loro ombre si proiettavano sulla linda prateria, dritte ed angolose: l’ombra, cioè, di un vecchio signore seduto in un’ampia poltrona di vimini, accanto alla bassa tavola dove il tè era servito, e quella di due uomini più giovani che passeggiavano sul prato discorrendo tra loro.

Il vecchio teneva ancora in mano la sua tazza ch’era più grande della altre, di tipo diverso, dipinta a vividi colori. E godeva costui del suo contenuto con molta pacatezza, mantenendola per lungo tempo vicino al mento, quasi tutto obliato nella contemplazione della casa”. (da Ritratto di signora di Enry James)

L’afternoon tea è una scusa per ritagliarsi uno spazio di tempo eterno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *