Bpm, obbligazionisti contro ipotesi ristrutturazione

Finita la fase della ricapitalizzazione, adesso, Banco Popolare di Milano si accinge a varare un piano industriale, che prevede, tra gli altri punti, anche la possibile ristrutturazione del bond “Convertendo Bpm 2009/2013 – 6,75%”. Per questo, è stata convocata un’assemblea degli obbligazionisti per dopo domani, nella quale i circa 15 mila detentori dell’obbligazione emessa due anni fa dovranno decidere se accettare o meno due proposte specifiche della Bpm.

Esse consistono sia nell’anticipo della data di rimborso dall’1 giugno 2013 al 29 dicembre 2011, sia anche il taglio del prezzo di rimborso dai 6 euro stipulati ai 2,71 euro che sarebbero ora accordati.

In sostanza, i bondholders perderebbero oltre la metà del valore nominale di rimborso dell’obbligazione, anche se la scadenza sarebbe anticipata di quasi un anno e mezzo. Per questo motivo, si prevede una riunione infuocata giovedì, laddove difficilmente si darà approvazione della proposta contenuta nel piano di ristrutturazione.

Intanto, Bpm ha anche comunicato che dopo il periodo di riofferta, la ricapitalizzazione ha ottenuto un tasso di copertura del 100%, grazie alla sottoscrizione da parte del consorzio delle banche gestite da Mediobanca, per il 2,7% del 5,98% delle azioni rimaste inoptate.

Alla fine della fase dell’aumento di capitale da 800 milioni, attraverso l’emissione di 2,66 miliardi di nuove azioni a un prezzo cadauna di 0,30 euro, il tasso di azioni optate era stato dell’81,7%, mentre era salito al 94,02% alla fine del periodo di riofferta.

Il restante 3,2% ancora da sottoscrivere è stato rilevato dalla società di Andrea Bonomi, Invest Industrial, che è a capo del consiglio di gestione di Bpm, dalla fine del mese di ottobre scorso. Bonomi sale così a una quota del 9,9%, dal precedente 6,74%.

 

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