Nigeria, Natale di sangue per cristiani. Islamisti attaccano chiese

Un Natale senza festa in Nigeria, dove almeno 39 persone sono rimaste uccise in seguito a due attacchi terroristici contro altrettante chiese nel nord-est del Paese. Altri tre attacchi sono stati segnalati, ma non si ha conferma di eventuali vittime. Il Natale insanguinato è stato rivendicato dalla setta di Boko Haram, una formazione islamista che già la vigilia di Natale dello scorso anno aveva rivendicato altri attentati contro obiettivi religiosi cristiani. Non è la prima volta che accadono episodi del genere in Nigeria. Siamo di fronte a una chiara escalation di violenze, che già nei giorni scorsi avevano avuto luogo nel nord dello stato più popoloso dell’Africa.

La Nigeria è abitata da 160 milioni di persone, di cui oltre la metà sono di religione mussulmana, ma i cristiani sono una minoranza molto numerosa, specie al sud, dove in molte aree sono maggioranza. Gli scontri tra le due comunità religiose vanno avanti da anni, con diversi episodi di sangue contro i cristiani, per mano di formazioni islamiste, come quelle di Boko Haram, che pare si siano saldate insieme alla branca alqaidista del Nordafrica.

Gli USA avevano già avvisato i cittadini americani presenti nel Paese a restare in allerta, per possibili attacchi contro luoghi di culto e affollati. L’allerta era arrivata venerdì ed è stata tragicamente confermata poche ore dopo. Washington condanna gli episodi di terrorismo, così come l’Italia, tramite la Farnesina, che definisce quelli di Natale “episodi orrendi, contrari ai principi della civiltà umana”. Londra li considera “attacchi vili” ed è dura anche la reazione del Vaticano, che parla di attacchi contro cittadini inermi e contro i principi di legalità, invitando il mondo interno a contrastare questo odio cieco e assurdo.

Ma dopo gli attacchi contro le chiese, vi sarebbero state numerosissime vittime, in seguito agli scontri tra polizia e terroristi, con anche forse centinaia di morti. Nello stato di Plateau, con capitale Jos, pare che alcuni giovani abbiano tentato di appiccare il fuoco a una sede del commissariato, ma per fortuna non vi sarebbero state vittime.

Dietro al fanatismo religioso potrebbe anche celarsi la volontà di determinati gruppi di tentare di appropriarsi del tutto dei proventi del petrolio, di cui la Nigeria è diventato uno dei più grandi produttori al mondo.

 

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