Lavoro immigrati: come incassare cinque miliardi di euro

Lo Stato italiano dall’immigrazione potrebbe incassare praticamente da subito la bellezza di 5 miliardi di euro, e potrebbe anche dare una svolta in materia di lotta e contrasto al lavoro ed all’economia sommersa. Per ottenere tutto ciò, secondo quanto messo in evidenza da Vera Lamonica, segretario confederale della CGIL, basterebbe procedere con la regolarizzazione di 500 mila immigrati irregolari che sono presenti nel nostro Paese. Che gli immigrati per l’Italia siano una risorsa, ha altresì sottolineato l’esponente del Sindacato, lo dimostrano i 7,5 miliardi di euro di contributi Inps, e gli oltre sei miliardi di Irpef che ogni anno versano all’Erario gli immigrati regolari.

Proprio Vera Lamonica ha tra l’altro accolto con un plauso la decisione di congelare la tassa aggiuntiva sui permessi di soggiorno che proprio non ci vuole in un momento come quello attuale caratterizzato da difficoltà diffuse a livello occupazionale sia per i lavoratori stranieri, sia per quelli italiani.

Intanto, in un’intervista a “La Repubblica“, il leader della Cgil Susanna Camusso ha sottolineato come in materia di lavoro il più grande Sindacato italiano sia disposto a siglare un nuovo patto; ma nello stesso tempo il Segretario Generale ha escluso ogni negoziazione sui licenziamenti. Questo significa che, non lo scopriamo di certo oggi, la Cgil è potenzialmente pronta a trattare su tutto tranne che sull’articolo 18. Oggi anche i giovani della Cgil sono tornati a farsi sentire attraverso il lancio di una campagna finalizzata a svelare come quello del cosiddetto “contratto unico” sia un “inganno unico“, ovverosia un trucco.

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