Ritardo pagamenti fornitori: record per le Asl

In Italia le Asl per pagare i fornitori di dispositivi medici se la prendono comoda, molto comoda. Questo almeno stando a quanto emerso da un Rapporto dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre; in particolare, l’Associazione degli artigiani mestrina ha rilevato come in Italia solamente due Asl paghino entro sessanta giorni i fornitori di dispositivi medici, quella di Mondovì e quella di Crema. Il record di ritardo spetta invece all’Asl di Napoli 1 Centro con 4 anni e sette mesi, ovverosia la bellezza di 1.676 giorni. Non si scherza neanche al San Sebastiano di Caserta dove di giorni ne servono ben 1.414, corrispondenti a tre anni e dieci mesi; sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Asl provinciale di Crotone, dove il ritardo nei pagamenti è di ben 3 anni e otto mesi.

Con il Rapporto la Cgia di Mestre ha voluto mettere in evidenza quello che, nell’ambito della Pubblica Amministrazione, è un malcostume tutto italiano. Il paradosso è poi dato da queste imprese fornitrici che, nell’attesa di riscuotere i crediti, quando sono in difficoltà e chiedono credito in banca non lo ottengono.

Ed in più anche il Fisco bussa alla porta di queste imprese incurante del fatto che proprio dallo Stato debbono spesso incassare una montagna di crediti. Complessivamente in Italia i fornitori dalle Asl italiane, stando ai dati ricavati dalla Cgia di Mestre, avanzano la bellezza di 40 miliardi di euro; sono tutti crediti che i fornitori vantano, ma che le realtà sanitarie non hanno ancora onorato effettuando alle imprese i dovuti pagamenti.

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