BCE riduce Rob banche a 1%, fino a 100 miliardi di liquidità in più

La Banca Centrale Europea ha deciso di ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria, portandolo dal precedente 2% all’1%, dimezzandolo. Si tratta dell’accantonamento che le banche sono costrette a fare mediamente sui loro depositi, al fine di mantenere adeguata la liquidità per le loro operazioni.

Considerando che alla fine del periodo di riferimento, scaduto ieri, la liquidità accantonata risultava essere pari a 207 miliardi di euro, la riduzione del rob potrebbe portare in circolazione fino a 100 miliardi circa in più.

Ovviamente, parliamo di calcoli teorici, che devono poi fare i conti con la situazione di eccezionalità di questa fase, in cui le banche godono di liquidità, ma preferiscono parcheggiarla presso gli sportelli quasi per nulla fruttiferi della BCE, anziché prestarli, ad esempio, ad altri istituti, dove il tasso interbancario sarebbe notevolmente più alto.

E anche gli ultimi dati sui fondi overnight depositati presso Francoforte da parte degli istituti di credito confermano quanto detto. Ieri sera, alla chiusura delle operazioni, le banche avevano depositato alla BCE la cifra record di 528,184 contro i 501,933 miliardi, che risultavano depositati alla fine di lunedì.

E l’Abi rende noto il rapporto sul mese di dicembre, in cui emerge un aumento percentuale delle sofferenze del sistema bancario italiano, che un mese fa ammontavano a 104,35 miliardi, pari al 5,26% degli impieghi, in leggero aumento dal 5,18% di novembre. Le sofferenze nette, invece, hanno ammontato a 56,99 miliardi, stabili al 2,94% degli impieghi.

Tutto questo, mentre si evidenzia un crollo nella domanda di nuovi mutui, in calo del 19% nel 2011, quando il segno era stato positivo negli anni precedenti (+1% nel 2010 e +7% nel 2009).

 

 

 

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