Blocco Tir, Italia a corto di viveri e carburanti

Non si normalizza la situazione in tutto lo Stivale per effetto del blocco dei Tir che ha causato al momento una vera e propria penuria di beni alimentari, e non solo, sugli scaffali dei supermercati. Mancano frutta e verdura e chi ha la fortuna di trovarla può comprarla solo a prezzo esorbitante: a Roma un chilo di zucchine costa ormai 6,50 euro e un chilo di pomodorini di Pachino ben 7,50. E’ la conseguenza del mancato arrivo della merce, dato che la protesta degli autotrasportatori ne impedisce l’arrivo a destinazione.

Coldiretti ha calcolato che ogni giorno di protesta sta costando 50 milioni di perdite, di cui 30 milioni riguardano le merci che si deperiscono in giornata.

Stessa situazione per i carburanti, con gli automobilisti costretti a lunghe file e che spesso non riescono nemmeno a fare benzina, visto che le pompe restano a secco durante la giornata. Ovviamente, tutto ciò sta comportando in alcuni casi un aumento del  prezzo anche di una decina di centesimi, con situazioni segnalate in particolare in Campania, dove la GdF è intervenuta per mettere sotto sequestro una pompa.

In Sicilia siamo ormai a oltre dieci giorni di blocco, anche se sull’isola ufficialmente non c’è protesta dalla fine di venerdì scorso e, tuttavia, le manifestazioni nel resto d’Italia incidono sull’arrivo della merce, sempre più rara nei supermercati e con molte stazioni di servizio che restano chiuse per l’assenza di carburanti.

E questa mattina si sono riuniti davanti alla sede di Montecitorio i pescatori, accorsi da tutta Italia per gridare la loro rabbia contro le nuove regole europee sulla patente a punti e sul giornale di bordo, che insieme all’aumento del prezzo del carburante potrebbero determinare la morte della categoria.

Si sono registrati alcuni scontri con la polizia e sono state lanciate bombe carta alla direzione della Camera dei Deputati, che in queste ore sta votando la fiducia sul decreto Milleproroghe.

Ieri il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, si è ridestato dal lungo sonno che gli aveva impedito di occuparsi, insieme al suo governo, della protesta in Sicilia, annunciando che saranno stanziati 170 milioni agli autotrasportatori sotto forma di sconti sul pedaggio autostradale.

Ovvio che non può bastare. E’ questo il risultato della manovra “Salva-Italia”. Pensate se l’avessero chiamata “Affossa-Italia”!