Politica in tilt: Berlusconi “mezza cartuccia” difende Monti da Bossi che poi abbraccia Bersani

Politici sull’orlo di una crisi di nervi. Questo potrebbe essere il titolo di questo “strano” periodo che stiamo vivendo nel post-Berlusconi, quando tutte le carte si stanno mischiando e non è chiaro chi vincerà questa partita, ma in fondo non è chiaro nemmeno chi sta giocando contro chi. La Lega Nord si conferma un fattore assolutamente imprevedibile, ricco di contraddizioni interne e di propaganda ai limiti della farsa, come confermano le ultime esternazioni del leader Umberto Bossi. “Berlusconi è un po’ una mezza cartuccia, ha paura, tutto il paese vuole strozzare Monti e lui ha paura di mandarlo via” è stata questa l’ultimissima velenosa esternazione del senatur, arrivata dopo che l’ex alleato gli ha per l’ennesima volta chiuso la porta in faccia rispetto al progetto di far cadere subito l’esecutivo a guida Mario Monti.

Uno sfogo che ha fatto seguito alle già piuttosto gravi minacce dei giorni scorsi, quando Bossi è arrivato a dare un ultimatum: o si fa cadere Monti o cadrà la Regione Lombardia di Formigoni, perchè i leghisti lasceranno la maggioranza.

Immediata la replica del segretario del Pdl, Angelino Alfano, che presentando il nuovo sito internet del partito ha rimandato al mittente i toni decisi: “Non accettiamo ultimatum né provocazioni e non le facciamo. Ma proprio perché non facciamo ultimatum nemmeno siamo disposti ad accettarne”. Ma, dopo qualche ora, è dal diretto interessato, Silvio Berlusconi, che sono arrivate parole insolitamente pacate e distensive. Si è detto sereno l’ex premier e, pur ammettendo che la situazione del Paese è molto difficile, ha difeso l’operato dell’attuale esecutivo: “Il governo sta operando con prudenza e credo che in questa situazione sia difficile avanzare delle critiche fondate. No, non mi aspettavo di più”, e per rispondere all’assalto del leader leghista si limita a richiamare e ribadire le stesse ragioni che lo avrebbero spinto a lasciare l’incarico precedente: “Le persone responsabili, tra quelle che hanno già dato la fiducia al governo, non possono tirarsi indietro”.

Insomma un Bossi più avventato del solito, che non sembra distinguere la propaganda dalla realtà dei fatti ed arriva a millantare che “se cade Monti” termineranno anche degli scioperi che stanno soffocando il Paese …Va tutto a posto…” e che infierisce su quell’ex alleato che invece naviga a vista, un cavaliere che alternando sortite critiche sul governo a momenti di condivisibile ragionevolezza, scontenta da settimane quel “nocciolo duro” di adoratori fanatici che attribuiscono tutti (ma proprio tutti!) i mali del Paese agli ultimi 60 giorni.

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E così, allontanandosi in transatlantico, pare che il leader del Carroccio abbia incrociato Pier Luigi Bersani, che rivolgendosi amichevolmente lo avrebbe esortato ad entrare in maggioranza: “Dai, sostieni ‘sto governo” e si sarebbe visto rispondere all’istante con un “Ma vaff…” seguito però da risate ed un reciproco abbraccio. L’ultima scenetta della giornata per un teatrino dai risvolti imprevedibili.

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