Contabilità parallela: ecco come Lusi sfuggiva ai controlli

Luigi Lusi, il senatore implicato nella sottrazione di 13 milioni di euro dai conti del partito “La Margherita”, eludeva i controlli grazie a dei conti paralleli. Lusi aveva creato un doppio bilancio, che adesso potrebbe comportare l‘accusa di falso nei suoi confronti, oltre a quella già contestata di approvazione indebita. Le fatture emesse sono state archiviate come prestazioni diverse da quelle reali: così il senatore ha evitato di menzionare, durante i tre anni in cui ha continuato a sottrarre fondi al partito, le finte consulenze da milioni di euro che aveva affidato alla sua società, la “TTT”.

L’avvocato che in questa faccenda sta difendendo l’ex partito, Titta Madia, ha presentato una relazione ai magistrati, nella quale vengono ricostruite tutte le movimentazioni di denaro che Lusi ha messo in moto nei suoi ultimi anni da tesoriere della Margherita. Adesso toccherà alla Guardia di Finanza, che ha acquisito l’intera documentazione contabile del partito, controllare i bilanci del partito. Lo scopo delle indagini è verificare se Lusi abbia commesso altri illeciti(considerando che ha già confessato di aver sottratto i fondi), ma anche capire come mai, all’interno del partito, nessuno si fosse accorto di nulla.

Infatti,  i magistrati non riescono ancora a capire come mai i Revisori e la commissione di Tesoreria non si siano mai accorti delle uscite irregolari di denaro. I rendiconti delle spese del partito del 2009 e del 2010 sono stati convalidati, come era stato approvato anche il preventivo del rendiconto 2011.

Per far uscire il denaro dal fondo del partito, Lusi avrebbe occultato i bonifici bancari: da quanto risulta, nella “causale”di tutti i  bonifici avrebbe scritto “bonifico multiplo”, senza ulteriori indicazioni, per mascherare i 90 bonifici da lui effettuati in 3 anni.

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