Sanremo in tilt: Celentano contro Chiesa e Consulta, eliminazione rimandata

È un Sanremo diverso quello di quest’anno, un Festival che inizia senza la sua prima donna, Ivana Mrazova, assente giustificata.Ma dicevamo è un Sanremo diverso perché ad un certo punto della serata e precisamente durante la votazione della canzone di Samuele Bersani qualcosa non va per il verso giusto e il sistema di voto della giuria demoscopica va in tilt. E ancora non è entrato di scena Adriano Celentano.

Dopo un break pubblicitario, in quanto ricordiamo “il molleggiato” ha chiesto e ottenuto nessuna interruzione pubblicitaria durante il suo intervento lungo quasi 50 minuti o forse di più,  appare lui avvolto da uno scenario apocalittico, e comincia a sparare contro la Chiesa che non parla mai del Paradiso, la Consulta che ha bocciato il referendum elettorale, il Governo Monti, i giornali cattolici che dovrebbero essere chiusi perché troppo occupati a parlare di politica; Attacco anche a  Merkel e Sarkozy che hanno chiesto alla Grecia l’acquisto delle loro armi in cambio della salvezza, e spunta anche la critica ad Aldo Grasso definito “un deficiente che scrive idiozie”.

Ma il Festival non è fatto di canzoni? Si proprio cosi e infatti quest’anno in gara ci sono delle belle canzoni e quindi sarà difficile per la giuria scegliere chi eliminare. Altra nota dolente ieri sera non è stato eliminato nessun big in quanto la direzione Rai ha deciso di rimandare l’eliminazione a causa del guasto tecnico. Scattano subito le polemiche e i fischi dalla giuria demoscopica; Non bastano le scuse di Gianni Morandi e i toni pacati di Rocco Papaleo a smorzare la tensione. Alcuni si alzano e vanno via.

A proposito di Rocco Papaleo, il suo esordio sanremese è stato davvero dei migliori. Con tanto di divisa tecnica, l’attore si inventa il nuovo motto “Stiamo tecnici”. Ci si dimentica pure della presenza femminile ma siccome Sanremo senza donne non si è mai visto, si pensa bene di richiamare Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, che per come stanno andando le cose potrebbero restare, e forse è anche meglio, fino alla fine.

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