Major discografiche vs Google: si preannuncia una causa legale

Il mondo della musica ha un problema molto importante: la pirateria informatica. Ci sono due strade che le major discografiche possono seguire: 1) prendere atto del problema e cercare un compromesso offrendo un servizio a pagamento che permetta lo streaming. Magari, invece, di pagare l’acquisto di una canzone si potrebbe proporre un abbonamento annuale (si paga una volta sola e poi si scarica quanto si vuole); 2) provare a censurare siti a più non posso per fermare la pirateria.

Sapete tutti che la strada presa dalle major è la seconda. In queste ultime settimane hanno chiuso siti di file sharing, siti che offrono link torrent e anche alcuni forum. Significa che il problema è stato risolto? Assolutamente no, perché finché non chiuderanno anche l’ultimo servizio i pirati informatici non devono fare altro che spostare il loro materiale da un capo all’altro del World Wide Web.

Ecco che le major hanno pensato di risolvere il problema alla radice cercando un accordo con Google per fare in modo che il motore di ricerca censuri i link dannosi.

Ovviamente, questo sarebbe un vantaggio notevole per le major discografiche. Ma Google non ha intenzione di adeguarsi a queste richieste: la società di Mountain View ha espressamente dichiarato che non hanno alcuna intenzione di violare la propria policy.

Google continuerà a privilegiare i siti più rilevanti per i propri utenti, non quelli suggeriti dalle major discografiche per i loro interessi.

Secondo le major, Google ottiene dei guadagni dai contenuti piratati e per questo motivo è possibile che si apra una battaglia legale.

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