Pranzo del Purgatorio: a Gradoli il 22 febbraio

Gradoli è un paese di appena 1500 abitanti arroccato su di una collina immersa nella catena dei monti Volsini, nella provincia di Viterbo. Il paesaggio offerto da Gradoli è davvero suggestivo, l’architettura dai tratti medievali si perde tra vallate e alture coltivate con ulivi e vigneti, dista pochi km dal Lago di Bolsena.

Seppur piccolo, questo paese è conosciuto in tutta l’Italia centrale per gli eventi correlati al “Pranzo del Purgatorio” che si sviluppano dal periodo del carnevale, con inizio il giovedì grasso, fino al pranzo vero e proprio che si tiene ogni anno il giorno del mercoledì delle ceneri.

Negli ultimi giorni di carnevale, degli uomini – detti “gli incappucciati” – vestiti con un saio marrone e dei cappucci in testa passano per le vie del paese con due scopi. In primo luogo vogliono ricordare che i giorni di festa stanno finendo e bisogna prepararsi alla Quaresima che è periodo di rinunce ed astinenza; il secondo scopo è quello di raccogliere ogni genere di offerte, solitamente composte da insaccati, vini e prodotti agroalimentari, che verranno poi messi all’asta per raccogliere i fondi necessari all’acquisto dei prodotti necessari ad allestire il pranzo del mercoledì.

Quest’anno il “Pranzo del purgatorio” si terrà mercoledì 22 febbraio alle ore 13.00. Il menù proposto è lo stesso da tempo immemore e viene sapientemente preparato dai membri della fratellanza. Curioso sottolineare che le donne possono prendere parte a questa operazione solamente dagli anni ‘50.

Il menù prevede piatti legati alla cucina medievale ed essendo legato alla quaresima è ovviamente “magro”. 250kg di fagioli bianchi, chiamati per l’appunto fagioli del purgatorio, 600 kg di luccio, nasello e baccalà, 60 kg di tinca e ben 50 quintali di legna da ardere per cucinare il tutto.

Ecco di seguito le portate povere ma succulente servite ai partecipanti: fagioli in bianco conditi con olio extra vergine d’oliva e un pizzico di pepe; minestra di riso al sugo di tinca; luccio in umido; nasello fritto; baccalà lesso con olio extra vergine d’oliva, aglio e prezzemolo e per concludere una succosa mela.

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