La Rai è pronta a richiedere il canone anche ai possessori di smartphone e tablet

Il canone Rai è un tributo e come tale bisogna pagarlo. Spesso si sente dire da alcune persone che non intendono pagare questa tassa perché non guardano nemmeno i canali RAI. Sembra però che la tv nazionale sia pronta ad esigere il canone anche da tutti coloro che non hanno neppure un televisore, ma hanno accesso ad Internet tramite smartphone, tablet e altri dispositivi con cui poter accedere al sito rai.tv (tra l’altro pessimo perché pesantissimo e non utilizzabile correttamente in assenza di Microsoft Silverlight).

In queste ore sta scoppiando la polemica per un motivo molto semplice: per arrivare a recuperare una cifra di circa 1 miliardo di euro, si è andati a riesumare un decreto datato 1938 ( parliamo di una data in cui la televisione non esisteva ancora ma ci si preparava ad affrontare la seconda guerra mondiale) secondo cui devono pagare una tassa tutti coloro che sono in possesso di un apparecchio in grado di captare un segnale audiovisivo.

Ovviamente, alcuni cittadini si sono già rivolti alle associazioni dei consumatori che sono state già allertate da alcune aziende visto che da qualche settimana si sono viste recapitare la richiesta di pagamento del canone in quanto esse sono in possesso di personal computer.

Secondo Adusbef e Federconsumatori, la Rai “ha sfornato l’ennesimo balzello, a carico di imprese, studi professionali ed uffici, per imporre un pesante tributo sul possesso”.

A proposito di canone RAI, ricordatevi che è necessario pagarlo entro il 29 febbraio con una piccola sovrattassa, onde evitare di pagare una multa ed aumentare così la spesa per un servizio pubblico sempre più criticato.

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