La Grecia è salva dal default: l’Eurogruppo raggiunge l’accordo

È durata circa 13 ore la riunione dell’Eurogruppo formata da 17 Ministri delle Finanze dei Paesi europei, capeggiata dal Presidente Jean Claude Juncker e indetta per trovare un accordo in grado di poter salvare la Grecia dal default quasi certo.

L’accordo è stato dunque trovato proprio questa mattina all’alba e una successiva conferenza stampa ha sancito i principi su cui si basano gli aiuti mirati a far diminuire il debito pubblico greco dal 160% al 120,5% entro il 2020.

La Grecia dunque potrà pagare i 14,5 miliardi di euro ai creditori entro il 20 marzo che le sarebbero costati il default ed avrà aiuti da 237 miliardi di euro dilazionati nel tempo. I 130 miliardi di euro stanziati dagli Stati membri dell’Unione Europea arriveranno in due anni, mentre gli altri 107 – composti dai profitti di titoli di Stato della Grecia – entro il 2020. Per quanto riguarda quest’ultimo punto tutti gli Stati europei – che hanno deciso di aiutare la Grecia – verseranno allo Stato ellenico tutti i profitti dei titoli di Stato in portafoglio da 2 anni e così anche le banche centrali di ogni Paese, che rinunceranno a tali profitti fino al 2020. Anche gli investitori privati rinunceranno ad una parte del guadagno, accettando la svalutazione del 53,5% dei titoli greci posseduti ed inoltre, tali titoli, avranno una scadenza più lunga con una cedola che partirà dal 3% (fino al 2014), per arrivare al 3,75% (fino al 2020) ed infine al 4,3%.

Tale accordo prevede però uno stretto controllo dell’Unione Europea nei confronti della Grecia, finalizzato a tutelare l’Europa e che si estenderà anche dopo le elezioni per il nuovo Governo greco di aprile. Il Presidente Lucas Papademos si ritiene soddisfatto dell’accordo ed è sicuro che anche il prossimo Governo si impegnerà per rispettare l’accordo, attuando le riforme previste.

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