Bambini: diminuiscono le prestazioni atletiche – colpa della sedentarietà

E’ stato detto altre volte; i pediatri e i vari specialisti invitano spesso con appelli e richiami pubblici ad incentivare l’attività fisica dei bambini, purtroppo, questo allarme non è stato ancora ben recepito.  Ecco allora che arriva una ricerca eseguita in Norvegia il cui coordinatore Inge Tjelta, parla dei risultati della sua lunga sperimentazione, che sono stati pubblicati sulla rivista Scandinavian Jornual of Medicine and Science in Sport. Tjelta ha messo a confronto l’attività fisica sui 3000 metri, di migliaia di ragazzini negli ultimi 40 anni. E’ emerso che fino agli anni ’90 le perfomance atletiche erano ancora rispettabilmente buone; dopo, è iniziato il declino.

Sia gli atleti che avevano fatto registrare buone capacità sportive e sia quelli mediocri, hanno evidenziato un forte calo di prestazione in entrambe le diverse qualità atletiche. Questo dato preoccupante, afferma il coordinatore norvegese è sicuramente imputabile alla troppa vita sedentaria che circonda i bambini dell’era moderna.

Di fatti, tra uso di automobile, computer e giochi elettronici, ormai i bambini di oggi, non sono più allenati fisicamente, con le conseguenze che abbiamo appena sopra esposto. I bambini hanno dimostrato di avere quasi subito il fiatone e d’impiegarci più di un’ora di tempo in più, rispetto ai colleghi del passato, per lo stesso tipo di attività motoria. Per avere una buona visione completa della situazione, il ricercatore ha analizzato i vecchi registri scolastici degli insegnati di educazione fisica, di circa 5000 bambini; lo stesso ha dichiarato, di aver trovato una situazione peggiore rispetto a quella che si aspettava. Fino agli ‘80,  i risultati sono rimasti quasi stabili, ma già nel periodo successivo si sono evidenziati i primi declini, per peggiorare nel decennio successivo fino al 2009, ultimo periodo di analisi dell’attività fisica dei bambini.

La colpa è sicuramente dello stile di vita adottato dalle famiglie; i bambini purtroppo giocano troppo spesso al computer e ai giochi elettronici, ormai non si divertono più ad andare fuori a giocare all’aria aperta e magari, a confrontarsi con i loro compagni coetanei.

Anche l’uso esagerato dell’auto da parte dei genitori influisce negativamente su questa condizione. Se s’imparasse a camminare di più a piedi o in bicicletta per coprire le piccole e medie distanze, i bambini imparerebbero fin dalla tenera età il valore dell’attività fisica e dello sport in generale. Invece la macchina è usata di consueto anche per spostarci di pochi chilometri. Un grande errore che andrebbe rivisitato.

Un altro colpevole è ritrovato anche nelle scuole; ormai si dedica troppo poco tempo alla disciplina dell’educazione fisica. Tjelta afferma che fin dalle materne i bambini dovrebbero essere abituati a svolgere attività fisica almeno un’ora al giorno.

I programmi delle scuole andrebbero ristudiati e riprogrammati, in modo da imprimere nel comportamento dei bambini, lo sport e farlo diventare una vera abitudine di vita. In questo modo si combatte in maniera più sostenuta ed egregia l’obesità infantile ma, anche quella degli adulti del futuro.

L’obesità sappiamo che comporta una serie di problematiche fisiche e di salute che sono state oggetto più volte dei nostri articoli: problemi cardiocircolatori, respiratori, diabete e colesterolo alto; le quali sappiamo comportano delle alte probabilità di morte prematura negli adulti obesi.

Abbiamo cercato di divulgare la voce degli esperti e dei nutrizionisti, che invocano non solo una sana alimentazione ma, altresì, una moderata e costante attività fisica per tutelare la propria salute. Come sempre la parola d’ordine è e rimane la prevenzione.

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