Bronchite: sintomi, diagnosi e individuare la giusta terapia

La stagione delle influenze sta per terminare, attenzione agli strascichi dei malanni della stagione invernale, potrebbero proseguire con continui colpi di tosse che potrebbero essere sottovalutati, e lì, far nascere un problema serio di salute: questi colpi di tosse apparentemente sporadici potrebbero trasformarsi in bronchite cronica. Capita di iniziare ad avere difficoltà nel fare le scale, oppure nel fare lunghi percorsi a piedi, e di avere questi colpi di tosse che ci illudiamo di aver curato e, che invece si prolungano nel tempo; se non corriamo ai ripari, rischiamo di farli diventare quotidiani con gravi effetti per la nostra vita futura.

E’ bene sapere che possiamo sempre migliorare il nostro stile di vita così come la nostra salute, non cullatevi del vostro passato da fumatore o della presenza di malattie apparentemente superate; sotto quei colpi di tosse potrebbe nascondersi una broncopneumopatia cronica ostruttiva o una patologia polmonare grave indicata con la sigla BPCO. Su quest’ultima si è anche espressa l’Organizzazione mondiale della Sanità, affermando che è identificata come quarta causa mondiale di morte.

Un dato che dovrebbe far allarme e tenere la guardia sempre alta verso le malattie respiratorie in generale; queste se si aggravano e se non sono curate nel modo giusto, possono degenerare in modo gravoso sull’individuo che ne è affetto. Il 28 febbraio 2012 a Modena si svolgerà l’International Meeting su asma, BPCO e tutte le correlative malattie; durante il quale si parlerà delle nuove direttive guida della Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease – GOLD – , su come diagnosticare in maniera esatta e preventiva queste forme patologiche respiratorie. La nuova rivoluzione della diagnostica permetterà di individuare la gravità della malattia con eventuali connessioni di ricadute della stessa.

Fino ad oggi l’esame maggiormente conosciuto e al quale si sottopongono tutti i soggetti che hanno problemi respiratori, è la spirometria. A questa di dovranno unire le nuove linee guida, che daranno degli ulteriori test diagnostici con i quali si potrà avere una visione più chiara e definita della gravità della condizione di salute.

Leonardo Fabbri, il presidente e coordinatore delle nuove linee guida di cui sopra accennato, parla dell’importanza dei sintomi che devono essere il primo campanello d’allarme per gli stessi pazienti. Questo spiega, infatti, che la tosse e così come anche la presenza di catarro, non sono eventi fisiologici, se si verificano, significa che c’è una situazione bronchiale da esaminare affinché possano esserne scoperte le cause che li generano.

Queste nuove linee guida permetteranno di avere delle risposte più certe durante l’anamnesi del paziente, e poter individuare una terapia indicata, senza dover fare solo dei tentativi così come spesso accade quando il malato non risponde alle varie cure a cui è sottoposto. I responsabili e gli specialisti del progetto affermano che l’unica arma di prevenzione e cura verso la BPCO è smettere di fumare.

I medici dovrebbero mettere il paziente in maniera più cruda davanti alle difficoltà cui andrà incontro nel corso della vita se continua a fumare e a non curarsi nel modo giusto. Si stima che un soggetto malato fumatore nel giro di circa 10 anni perda gran parte della sua indipendenza respiratoria, e molti che iniziano a soffrirne a 50 anni, si ritroveranno a 60, oggi ritenuta un’età abbastanza giovane, a dover convivere con l’ossigeno per il resto della vita.

Una condizione che declina in parte la qualità e lo stile di vita. I medici, è vero che possono invitare i pazienti più volte a smettere di fumare ma, la volontà di guarire però dovrebbe superare ogni imperativo dato dal medico; smettere di fumare deve essere un dovere verso se stessi e la propria vita.

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