Turni di notte e rischio diabete

La vita dei turnisti può sembrare per certi aspetti più comoda e pratica, ma per altri, come per esempio l’alimentazione, può essere davvero un particolare deleterio per la salute del lavoratore. Una ricerca ha, infatti, dimostrato che chi svolge un lavoro dove è richiesto il turno di notte, parliamo di almeno tre turni al mese, ha maggiori probabilità di ammalarsi di diabete dopo un lungo percorso professionale durato circa 20 anni.  Il turno di notte spinge spesso i lavoratori a consumare piccoli snack notturni per spezzare la fame o il sonno notturno nell’atto di rimanere svegli.

Questo particolare ci porta a pensare che difficilmente il turnista opterà per cibi salutari, ma magari si regalerà qualche piacere della gola in più con merendine non proprio salutari per il proprio organismo.

La ricerca è stata eseguita da An Pan, un nutrizionista dell’Università di Havard, il quale ha seguito l’attività lavorative di un gruppo d’ infermiere, circa 170 mila, che si sono prestate alle indagini Nurses’Health Study, ossia due indagini coordinate basate sulla raccolta d’informazioni inerenti la salute delle suddette  infermiere. collegate al loro lavoro di turniste allo stato di peso in eccesso e quindi al diabete. I test sono stati eseguiti ripetutamente a scadenze pluriennali, ogni circa 3 o 4 anni nell’arco di 20 anni complessivi. Il ricercatore ha appurato che al termine del suo periodo di osservazione grazie anche ai risultati dei test, che esiste, in effetti, una correlazione tra chi fa il turno di notte con la tendenza all’obesità ed ai relativi rischi connessi al diabete.

Da questi studi è emerso che le infermiere che facevano il turno di notte, nel lungo periodo riscontravano un rischio maggiore addirittura del 60%, di rimanere vittime di diabete rispetto ai loro coetanei che invece non facevano i turni di notte.  Tuttavia così come si legge anche in un editoriale di un epidemiologo di Londra, non si possono eliminare i turni di notte, che rappresentano una percentuale molto alta in Europa; dovrebbero altresì essere individuate delle soluzioni alternative in grado di sostenere i lavoratori turnisti senza che queste indicazioni vadano ad aggravare la condizione di salute del lavoratore.

E’ necessario individuare dei progetti di lavoro che tutelino la salute dei turnisti. I lavoratori di questa categoria spesso svolgono un lavoro sedentario con tutte le complicanze che questa condizione comporta, ed inoltre, l’equilibrio alimentare ed il metabolismo sono spezzati dal disturbo del sonno – veglia, procurato dall’esigenza di rimanere svegli durante le ore notturne dei turni di lavoro.

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