Livorno: camionista sbranato da un branco di cani

Si stava preparando per ripartire con il suo camion quando è stato aggredito, trascinato fino ad una recinzione e ucciso da un branco di cani.

La vittima protagonista di questo sconcertante fatto di cronaca è un uomo di 50 anni, Vito Guastella di Alcamo, in provincia di Trapani. Stava collegando il rimorchio alla motrice mentre era in sosta all’interno di un piazzale molto ampio di proprietà di una ditta di autotrasporti di Biscottino, una frazione di Collesalvetti, situata nel territorio tra Livorno e Pisa. All’interno dell’area recintata vivevano alcuni cani randagi meticci di taglia medio-grande . Il branco di cani comprendeva circa 9 animali che venivano nutriti in maniera discontinua da una donna rumena di circa 60 anni che viveva all’interno del  piazzale, in una roulotte.

Sarà l’autopsia a chiarire la causa della morte di Vito Guastella, permettendo di ricostruirne gli ultimi istanti di vita. Al momento dell’aggressione l’uomo era solo all’interno del piazzale e l’allarme è stato dato da un dipendente di una ditta poco distante dal luogo, quando ormai per lui non c’era più nulla da fare. Al loro arrivo le Forze dell’Ordine si sono trovate davanti ad uno scenario raccapricciante: i resti dell’uomo giacevano in più punti del piazzale, così come parti di vestiti e scarpe sparsi nell’intera area. La moglie della vittima è giunta sul posto per il riconoscimento del corpo del marito.

Resta ancora da chiarire quale sia stata esattamente la dinamica dei fatti. L’uomo potrebbe essere stato aggredito mentre era chinato verso il suo camion, oppure potrebbe essere stato colpito da un malore e solo successivamente aggredito dai cani. Il branco di cani era già stato segnalato altre volte dai camionisti che sostavano nella zona, così come hanno dichiarato alcuni dipendenti che lavorano nelle ditte vicine. Molti di essi avrebbero esitato nell’uscire dai propri mezzi per paura di essere morsi dai cani.

I cani sono stati prelevati dall’Asl e sottoposti a visite veterinarie e alla profilassi per la rabbia. Ora sono ospitati in strutture convenzionate, ma sembra che per loro non sarà scelta la via dell’abbattimento. Il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, ha dichiarato: “non risultano essere pervenute all’amministrazione comunale, negli ultimi anni, segnalazioni di fenomeni di randagismo nell’area teatro del tragico evento”.

Molte le polemiche mosse dai cittadini livornesi per la mancanza del controllo del fenomeno del randagismo da parte del Comune. Secondo l’Asl di Livorno, però, il branco di cani non si potrebbe considerare randagio in quanto ospitato all’interno di una proprietà privata; pertanto i responsabili dei cani sarebbero i proprietari del terreno stesso.

Raimondo Colangeli, vicepresidente dell’ Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari), ha contrariamente dichiarato che, non essendo provvisti di alcun microchip, i cani non apparterrebbero formalmente a nessuno e la responabilità delle loro azioni non sarebbe riconducibile a qualcuno in particolare.

 

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