Riccardi? “Caso chiuso” parola di Angelino Alfano

La notizia parte direttamente dalla pagina Facebook del segretario del Pdl Angelino Alfano: “Niente sfiducia a Riccardi. Ho parlato con Nitto Palma, Gasparri e Quagliariello. Già informato il Presidente Monti. Istituzionalmente comunicato anche al Presidente Schifani. Per me no problem! Con lui caso chiuso…Ovviamente spero non ci regalino un bis… Dunque è questo il ragionevole esito della vicenda che ha visto coinvolto il ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, per 48 ore nell’occhio del ciclone a causa delle sue dichiarazioni (carpite dalla stampa durante una conversazione privata tra membri del governo) sullo “schifo della politica”, che si riferivano grossomodo al comportamento tenuto dal Pdl intorno all’ultimo vertice di maggioranza convocato dal premier Mario Monti, a cui Alfano aveva scelto di non partecipare.

Il Popolo della Libertà è riunito ad Orvieto per la seconda giornata della Scuola di formazione politica, una tribuna dalla quale all’apertura dei lavori il segretario aveva voluto puntare i piedi in seguito all’aspra polemica del momento, parlando di lealtà a Monti “ma con la schiena dritta” senza “ammainare la bandiera” e soprattutto senza farsi “dettare l’agenda” dagli altri partiti della maggioranza.

Nonostante le scuse ufficiali presentate dal ministro, ieri dalle parole si era passati ai fatti, con 46 senatori capitanati da Francesco Nitto Palma, che avevano presentato ai responsabili del partito una proposta di mozione di sfiducia individuale nei confronti di Riccardi. Una decisione che aveva registrato la reazione durissima del Terzo Polo (“Sfiduciare Riccardi significa sfiduciare Monti”) e di altri soggetti, non tacendo l’insorgere del popolo della rete, che per la quasi totalità supportava pienamente le frasi del ministro, con la sola eccezione degli “ultras” berlusconiani, che a prescindere inveivano contro il titolare della Cooperazione per una sorta di “lesa maestà”. Retrocedendo rapidamente dai toni belligeranti della prima ora a posizioni più morbide, era stato tuttavia proprio lo stesso Maurizio Gasparri a gettare acqua sul fuoco, bloccando l’assalto dei suoi colleghi. Anche oggi, richiamando “tutti i ministri” ad un comportamento “piu’ corretto”, il capogruppo al Senato del Pdl ribadisce: “Penso che Riccardi abbia sbagliato ma si e’ scusato; ho ritenuto piu’ grave il comportamento del ministro Severino, che ha fatto un vertice con Casini e Bersani, escludendo Alfano.” Una vicenda, quella relativa al Guardasigilli, che è stata già chiarita dalla stessa Parola Severino, ma che evidentemente proprio non va giù al Pdl.

Anche Gianfranco Rontondi ha voluto oggi stemperare il clima dei giorni scorsi, spiegando: “Con Riccardi penso sia avvenuto un equivoco. Sono personalmente testimone dell’apprezzamento che il ministro ha per Alfano, lo ha piu’ volte espresso anche a me”. E sullo sfondo si vocifera che dietro lo sbollire della vicenda vi sia anche lo zampino di Silvio Berlusconi, di ritorno dal breve viaggio in Russia dove si è congratulato con l’amico Vladimir Putin per la brillante vittoria alle recenti elezioni.

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