Frode fiscale da 100 milioni, la Procura di Palermo indaga

Sono in corso decine di perquisizioni in diversi Paesi europei e non, nell’ambito di un’indagine su una frode fiscale e un maxiriciclaggio da circa 100 milioni di euro. L’inchiesta è coordinata dall’autorità giudiziaria olandese. Le perquisizioni sono in corso in Italia, Spagna, Lussemburgo, Polonia, Dubai, Finlandia e Monaco.

A partire da questa mattina, i militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo stanno eseguendo una serie di perquisizioni e verifiche nel capoluogo siciliano e a Roma. Le perquisizioni, sia locali che domiciliari, sono state delegate dalla Procura di Palermo ed erano tutte mirate a controllare una serie di società legate alla famiglia Barbaro, una nota famiglia di armatori palermitani, operanti nel settore del trasporto di merci internazionale.

L’operazione è diretta dai sostituti procuratori Claudia Bevilacqua e Calogero Ferrara, in collaborazione con l’autorità giudiziaria olandese. Le indagini sono iniziate proprio in Olanda, dove la polizia olandese ha rintracciato due imprenditori che si sarebbero prestati, utilizzando un gruppo societario riconducibile a loro, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, ma dagli importi elevatissimi. Le operazioni erano poi collegate ad altre società con sede in alcuni dei cosiddetti “paradisi fiscali”. Questi movimenti illegali erano a favore di diverse società europee, che ne hanno beneficiato per frodare il fisco, esportando grandi capitali all’estero.

Secondo i primi dati, le aziende palermitane messe sotto inchiesta sarebbero quelle che avrebbero tratto più benefici da questi illeciti, avendo guadagnato, grazie a questo sistema, circa 20 milioni di euro. Al momento, nel registro degli indagati della Procura di Palermo sono stati iscritti Piero Barbaro, la figlia Federica e altri due familiari, Giovanni e Alfredo Barbaro.

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