Pressione fiscale e controlli eccessivi: Pizzetti e Giampaolino contro Monti

Dopo la protesta messa in atto dagli Anonymous domenica, anche il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino e il Garante per la privacy Francesco Pizzetti dissentono sulle nuove misure del Governo in ambito di tasse e controlli.

Il primo – Luigi Giampaolino – denuncia una pressione fiscale troppo alta, che ha raggiunto circa il 45% del Prodotto Interno Lordo italiano, una delle percentuali più alte in Europa. Il fine ultimo del pareggio di bilancio dello Stato grava maggiormente su imprese e lavoratori e sui contribuenti che hanno sempre pagato i propri tributi. La nuova manovra avrebbe dovuto invece puntare su una riduzione della spesa, per favorire coloro che sono il motore del Paese e non penalizzarli con una più alta pressione fiscale.

Il Garante per la privacy Francesco Pizzetti invece mostra un’altra pecca di questa manovra: l’eccessivo controllo fiscale, che tratta i cittadini come se fossero colpevoli a priori. Tale prassi non è assolutamente riconducibile ad uno Stato democratico, quale invece è l’Italia e quindi, per evitare peggioramenti, con ulteriori aumenti dei controlli soprattutto nelle amministrazioni locali, bisognerebbe rivedere questo punto e fare un passo indietro. Il cittadino-contribuente deve avere piena libertà nel proprio Stato, fino a quando non violi le leggi e non può esserne privato prima. In Italia l’evasione fiscale tocca livelli record, ma non per questo deve essere penalizzato il comune cittadino e contribuente fedele.

Intanto il Governo si sta occupando anche delle nuove riforme sul lavoro, che però ancora non convincono i sindacati, anche se spunta una cifra di mille euro al mese per un anno, per coloro che perdono il lavoro. A riguardo, da lunedì potrebbero esserci sostanziali novità.

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