Siri inganna gli utenti? Una class action contro Apple

Se siete degli appassionati della mela morsicata, conoscerete sicuramente la maggiore caratteristica dell’iPhone 4S. Seppur quasi identico alla versione precedente, tale mela telefono possiede il famoso assistente vocale. Nel mese di febbraio vi abbiamo parlato di due nuovi spot della Apple in cui il protagonista era proprio Siri.

Le pubblicità riprendevano due situazioni di vita quotidiana. Ad esempio, in uno dei due spot un ragazzo chiede dei consigli all’assistente su dove acquistare una chitarra. Siri è davvero fenomenale e risponde senza alcuna esitazione. Chi possiede un iPhone 4 potrà provare molta invidia nel vedere le potenzialità, evidenziate nelle pubblicità, dell’assistente vocale.

Siamo davvero sicuri che Siri sia davvero come viene mostrato negli spot? A quanto pare no. E’ stata addirittura avviata una class action contro Apple, difatti, Frank M.Fazio è rimasto molto deluso dall’assistente vocale che sembra essere un prodotto ancora da definire e molto diverso da quello mostrato negli spot. L’individuo è rappresentato da Robbins Geller Rudman & Dowd per ottenere un risarcimento dalla casa della mela, poiché la pubblicità lancia un messaggio assolutamente ingannevole. Nella causa la parte che si definisce lesa sostiene una precisa tesi: negli annunci televisivi, le persone che sfruttano le funzionalità di Siri lo fanno con la massima facilità. I protagonisti, difatti, ottengono un’immediata risposta quando chiedono all’assistente di trovare un ristorante oppure come effettuare un nodo alla cravatta. Nella realtà, la situazione è molto diversa. Spesso Siri non è in grado di comprendere ciò che il possessore richiede.

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