Piccole e medie imprese: Confesercenti chiede più equità

Attraverso le pagine dei più importanti Quotidiani italiani, la Confesercenti ha dato voce alle PMI nel chiedere equità, maggiore attenzione, ma anche semplificazioni e più certezze. Questo perché, afferma la Confesercenti, se chiudono le PMI a chiudere sarà l’Italia visto che le imprese della categoria producono il 46% del prodotto interno lordo nazionale, e generano nel settore privato oltre la metà dell’occupazione con oltre 10 mila addetti. Con i provvedimenti degli ultimi mesi il Governo secondo la Confesercenti ha messo a rischio il futuro delle imprese dimenticandosi che sono l’ossatura del nostro sistema produttivo.

Nel dettaglio, in materia di liberalizzazioni la Confesercenti contesta gli orari liberi nel commercio visto che con le apertura 24 ore su 24 si fa un grande regalo alla GDO. L’anno scorso le imprese, a partire da quelle turistiche, hanno inoltre subito un duro colpo con l’aumento dell’Iva, con l’inasprimento delle addizionali regionali, ed anche con l’aumento delle accise sui carburanti per non parlare poi della tassa sui rifiuti, dell’Imu e della tassa di soggiorno.

E riguardo alle misure per il contrasto e la lotta all’evasione, la Confesercenti attraverso i principali Quotidiani nazionali ha ricordato come non siano i piccoli imprenditori del commercio a spostare in maniera illecita i capitali all’estero. L’Associazione dice no anche all’ipotesi di black list e chiede nello stesso tempo più equità a fronte di meno spettacolarizzazioni e meno vessazioni. Ed anche sulla riforma del mercato del lavoro la Confesercenti lamenta aumenti, peraltro insostenibili, degli oneri burocratici a fronte di una flessibilità in entrata soggetta ad un irrigidimento.

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