Bizzarro taglio “ad personam” per gli ex Presidenti della Camera, e Irene Pivetti non ci sta

Continua il percorso accidentato dei cosiddetti tagli ai costi della politica, registrando oggi una decisione piuttosto curiosa da parte dell’Ufficio di presidenza della Camera, che ha eliminato i benefit per gli ex presidenti di Montecitorio che d’ora in poi avranno a disposizione ufficio, auto e segreteria “solo” per dieci anni dalla fine del mandato, e non più a vita. Sembrerebbe tutto a posto, se non fosse che la norma verrà applicata in modo piuttosto ambiguo, consentendo agli ex presidenti rieletti in Parlamento in questa legislatura (o la precedente) di far scattare l’inizio del periodo di 10 anni solo al termine di questa legislatura.

Il risultato è che gli unici a subire un vero e proprio taglio saranno Irene Pivetti e Pietro Ingrao, mentre Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti e lo stesso attuale Presidente, Gianfranco Fini, riceveranno ancora tutti i benefici fino al 2023.

L’anziano Ingrao quindi, il cui mandato a Montecitorio risale al 1979, e la vulcanica Irene Pivetti, andata via nel 1996 e facente ora parte del mondo dello spettacolo. Due persone ormai lontane dal Palazzo e quindi più “inoffensivi”, avrà pensato qualcuno, mentre il leader Udc Casini, sullo scranno dal 2001 al 2006, ha inviato immediatamente una lettera al presidente della Camera, per richiedere l’immediata cessazione del proprio trattamento di favore: “…ringrazio Lei ed i colleghi ma Le comunico che non intendo avvalermi della delibera e rinuncio, con effetto immediato, ad ogni attribuzione e benefit connessi a questo status”. Tocca quindi all’ex “lady di ferro” della Lega Nord, la “pasionaria” Irene andar giù duro contro questa sorta di provvedimento “ad personam” che ha lasciato diverse perplessità anche nell’opinione pubblica.

Parlando di una operazione “paradossale” venuta fuori in un “clima forcaiolo che non distingue i bersagli”, la Pivetti sostiene che la cosiddetta “casta” ha in realtà colpito solo chi non fa più parte di essa già da un bel pò, e richiama l’attenzione su alcuni posti di lavoro che presumibilmente si perderanno: “Viene colpita gente come i miei collaboratori, io da un decennio non prendo un euro dalla politica, dunque non è una reazione per quel che mi riguarda personalmente. E’ una norma che punisce bersagli facili. Siamo dinanzi ad un’operazione ipocrita e colpevole”.

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