Come uscire dalla crisi secondo Unioncamere

Misure per agevolare ed incentivare gli investimenti, l’internazionalizzazione, l’accesso al credito, le attività imprenditoriali, ma anche il lavoro e la semplificazione normativa. Sono questi, in estrema sintesi, i punti su cui agire per far ripartire secondo Unioncamere gli investimenti ed i consumi nel nostro Paese. In particolare, nel presentare i dati del Rapporto Unioncamere 2012, il Presidente Ferruccio Dardanello ha illustrato un pacchetto di misure concrete per rilanciare il Paese e, quindi, per farlo uscire da una situazione congiunturale di certo non facile.

Nel dettaglio, per la nascita di nuove imprese Unioncamere ha proposto, a valere sui primi due anni di attività, il rinvio dei versamenti degli acconti sull’Irap e sull’Iva sia per le attività imprenditoriali innovative, sia per quelle rappresentate dalle donne, dai giovani e dagli immigrati.

E se per il lavoro Unioncamere caldeggia l’introduzione di un sistema di certificazione delle competenze stabile, attraverso il coinvolgimento delle Camere di Commercio, per quel che riguarda il credito viene chiesta una revisione degli accordi di Basilea 3 in modo tale che le PMI non rimangano soggette agli stessi requisiti stringenti delle realtà imprenditoriali più grandi. Secondo il Presidente di Unioncamere siamo oramai entrati in un’era nuova, con la conseguenza che non si può pensare che tutto possa tornare come prima. D’altronde quella di uscire dalla crisi per l’Italia al momento è una sfida ardua se si considera che ad oggi lo spread Btp-Bund è ancora sul filo dei 400 punti base, la disoccupazione sale, la pressione fiscale si appresta a toccare nuovi record storici, ed il PIL 2012 è atteso in contrazione.

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