Mentre in Usa si parla di zombie, in Bulgaria ritrovati i resti di un “vampiro”

Sulla stampa internazionale, in un modo o nell’altro tornano ad affacciarsi i mostri. Stavolta è il turno dei vampiri, che fanno capolino dalle colonne dei giornali in una maniera che si potrebbe definire molto più “discreta” rispetto alla paranoia ingenerata dall’inquietante caso dello “zombie” di Miami. Parte dall’agenzia di stampa bulgara “Novinite” la notizia che è stato ritrovato in questi giorni lo scheletro di un presunto “vampiro” vissuto circa 700 anni fa, secondo gli studiosi che stanno curando gli scavi nella zona di Sozopol, una cittadina sulla costa sud del Mar Nero.

Secondo il direttore del Museo nazionale di storia, Bozhidar Dimitrov, l’uomo è stato ucciso con una serie di coltellate al petto e allo stomaco, ed in seguito gli è stato piantato un paletto di ferro nel cuore, per paura che potesse risorgere.

L’identità dell’individuo è ancora ignota, ma secondo gli esperti sarebbe stato un aristocratico, forse un intellettuale o un medico, mestieri che a quel tempo potevano facilmente procurare un’accusa di stregoneria, una serie di ipotesi rafforzate anche dal luogo della sua sepoltura, nei pressi di una nicchia di una chiesa. Dimitrov si dice abbastanza meravigliato che quest’ultimo ritrovamento abbia suscitato ancora tanto interesse, visto che pur trattandosi del primo caso del genere nei pressi di Sozopol, negli ultimi anni in Bulgaria sono già state fatte molte scoperte simili, addirittura a centinaia.

“Forse è il mistero che circonda la parola ‘vampiro’… queste persone erano ritenute malvagie in vita e si credeva che una volta morte sarebbero divenute dei vampiri per continuare a tormentare la gente” ha dichiarato ancora lo storico, sottolineando una curiosità: in tutti questi ritrovamenti non è stata mai rinvenuta una donna. “Non avevano paura delle streghe” ha quindi concluso.