Firenze, i cantieri Tav nel mirino della Procura: perquisizioni e sequestri

La Tav nel mirino della Procura di Firenze: sono in corso perquisizioni e sequestri da parte dei Ros nei cantieri fiorentini dell’alta velocità, finiti in un’indagine portata avanti dai pubblici ministeri Giulio Monferini e Gianni Tei. L’inchiesta riguarda il passante della Tav che dovrebbe sorgere nel capoluogo toscano e ipotizza i reati di truffa ai danni della pubblica amministrazione, corruzione  e gestione abusiva dei rifiuti.

Le perquisizioni sono in corso in diverse città d’Italia e dovrebbero esserci una trentina di indagati, inclusi alcuni personaggi della pubblica amministrazione: sequestrata dai carabinieri la Monnalisa, la trivella del cantiere fiorentino della Tav che è utilizzata per scavare il tunnel che dovrebbe consentire l’arrivo dei treni nella stazione ferroviaria sotterranea.

I magistrati hanno disposto la perquisizione della sede della Nodavia, la ditta che ha ottenuto l’appalto per la realizzazione del nodo fiorentino: si tratta di un gruppo di cui fanno parte Ergon e Coextra. Capofila è Coopsette che, attraverso la Novadia, è impegnata nella realizzazione dell’intera opera, progettata dall’architetto Norman Foster e il cui valore supera i 700 milioni di euro, come si può leggere sul portale della cooperativa. La nuova stazione sorgerà a pochi metri da quella di Santa Maria Novella.

L’inchiesta avrebbe preso il via dalla costruzione di una galleria di appoggio per i lavori dell’alta velocità: i magistrati hanno seguito le tracce delle terre di scavo trasformate in rifiuti. L’attenzione dei pubblici ministeri si è concentrata non solo sull’esecuzione dei lavori, ma anche su appalti, subbapalti e sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti che sono stati prodotti nel corso dei lavori.

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