Bambino di sette anni arrestato e ammanettato al muro

Chiuso in cella, ammanettato al muro e interrogato per quattro ore come il peggiore dei criminali: è la vicenda toccata a un bambino di sette anni, secondo quanto denunciato dalla madre e dal suo avvocato. La colpa del piccolo è quella di aver rubato cinque dollari a un suo coetaneo in una scuola elementare di New York: la vicenda si è consumata nel quartiere del Bronx, noto come uno dei più violenti degli Stati Uniti.

La madre ha chiesto un risarcimento di 250mila euro alla polizia per lo choc subito dal bambino. Secondo quanto affermato dalla donna e dal legale della famiglia Jack Yankowitz, tutta la vicenda sarebbe frutto di un equivoco che ha visto come protagonista il piccolo Wilson Reyes: l’episodio è avvenuto il 4 dicembre a pochi minuti dall’ingresso in aula. Tre bambini stavano giocando fuori scuola, quando a uno di loro è caduta una banconota da cinque dollari: Wilson si è chinato per raccoglierla, ma uno degli altri scolari ha iniziato a gridare ‘al ladro’. Tra i due sarebbe nata una rissa che ha coinvolto anche altri bambini: il personale della scuola ha allertato le forze dell’ordine che sono arrivate sul posto e hanno caricato Wilson in auto.

Trasportato al posto di polizia, il bimbo sarebbe stato ammanettato e interrogato: giunta alla polizia, alla madre in un primo momento sarebbe stato impedito di vedere il figlio. Soltanto quattro ore dopo, la donna sarebbe riuscita a entrare nella cella di sicurezza, dove era stato rinchiuso Wilson, legato al muro con le manette: la madre ha immediatamente scattato una foto che poi ha passato al legale per avviare la richiesta di risarcimento.

Il portavoce della polizia sostiene invece che gli agenti sono intervenuti dopo una chiamata per ‘rapina e rissa’ e che il bambino sarebbe stato recluso ‘solo’ per due ore e trattato come un qualsiasi altro minore sospettato di reato. Il comportamento delle forze dell’ordine è stato criticato anche dal padre del bambino che ha accusato Wilson Reyes del furto: “Se è stato ammanettato lì per così tanto tempo, non è una cosa buona. È un ragazzo”, le parole riportate dal ‘New York Post’.

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