IWA Italy: verso una regolamentazione delle professioni del web

Sono 21 i profili professionali, conformi ai principi dell’Agenda Digitale Europea, che operano nelle attività collegate all’utilizzo delle tecnologie web. E’ quanto emerso da una pubblicazione di IWA Italy, sezione italiana dell’IWA/HWG, l’Associazione internazionale per la professionalità nel web. Stilato dal gruppo Web Skills Profile, una task force di 200 professionisti di settore provenienti da aziende, enti ed associazioni, costituitasi nel 2006, il documento, prendendo spunto dalle disposizioni “European Ict Professional Profiles” e “E-Competence Framework 2.0”, si configura a livello europeo come il primo catalogo atto a definire i profili professionali ICT (Information and Communication Technology) di terza generazione.

Ed ecco le 21 figure recensite, molte delle quali prediligono conoscenze comunicative rispetto a quelle informatiche. Community Manager, Web Project Manager, Web Account Manager, User Experience Designer, Business Analyst, DB Administrator, Search Engine Expert, Advertising Manager, Frontend Web Developer, Server Side Web Developer, Web Content Specialist, Web Server Administrator, Information Architect, Digital Strategic Planner, Web Accessibility Expert, Web Security Expert, Mobile Application Developer, E-commerce Specialist, Online Store Manager, Reputation Manager, Knowledge Manager. Per ognuna di esse è stata realizzata una scheda dettagliata, con un codice univoco di identificazione, contenente una definizione sintetica del profilo, la missione, i compiti, nonché le competenze tecniche e informatiche necessarie, le aree di applicazione, le attitudini personali, relazionali e organizzative, le qualifiche, le certificazioni e i riferimenti normativi.

L’iniziativa, riconosciuta come innovazione di rilievo,  rientra nel progetto “Italia degli Innovatori”,  gestito dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Obiettivo primario: indicare in modo preciso le competenze e conoscenze richieste a quanti vogliano trovare occupazione nel mondo del web, creando uno standard tecnico stabile a cui poter fare riferimento. Questo consentirà di valorizzare gli operatori di settore, garantendo il rispetto delle regole deontologiche e, di conseguenza, agevolando la scelta e la tutela degli utenti, in ossequio alle norme sulla concorrenza. Inoltre, il catalogo rappresenta un utile strumento per creare modelli organizzativi di responsabilità in un ottica di normazione delle professioni della rete, come previsto dai nuovi standard di riferimento previsti dal CEN, il Comitato europeo di normazione. Prossimo step: il recepimento dei modelli di catalogazione formativi di settore secondo standard europei, al fine di garantire un reciproco riconoscimento tra le realtà di formazione e certificazione, sia in ambito nazionale che internazionale.

Per accedere al documento completo: http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/2013-02-14.pdf

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