Processo Ruby, Silvio Berlusconi condannato a 7 anni

Silvio Berlusconi è stato condannato  dai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano a sette anni di reclusione e interdizione perpetua ai pubblici uffici nell’ambito del primo grado del “processo Ruby” che lo vedeva imputato per i reati di concussione e prostituzione minorile.

La sentenza di condanna è arrivata dopo sette ore di Camera di Consiglio, iniziata intorno alle 9.45 di stamattina, dopo che la difesa aveva depositato alcune memorie integrative delle arringhe finali delle parti pronunciate il 3 giugno scorso.

Berlusconi era accusato di aver avuto rapporti sessuali con la minorenne marocchina, Karima el Marough, detta “Ruby”, e di aver abusato della sua qualità di presidente del Consiglio facendo pressioni sui vertici della Questura di Milano, il 27 maggio 2010, affinché la ragazza fosse affidata a Nicole Minetti, allora consigliera regionale della Lombardia. La pena inflitta a Berlusconi dai giudici Orsola De Cristofaro, Carmela D’elia e il presidente Giulia Turri è più alta di quella chiesta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Antonio Sangermano, che nella requisitoria del 13 maggio scorso avevano chiesto per l’ex premier 6 anni di carcere (cinque per il reato di concussione e uno per quello di prostituzione minorile), senza attenuanti, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di assumere cariche in strutture frequentate da minori.

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Dopo la batosta della sentenza odierna, Berlusconi dovrà affrontare altri processi giudiziari. La lista è lunga: si parte dal processo di appello per il caso Unipol, per continuare con il Lodo Mondadori, la causa civile di separazione con l’ex moglie Veronica Lario, il processo di primo grado a Napoli per la presunta compravendita di Senatori ai tempi del Governo Prodi, il giudizio della Cassazione sulla condanna in appello per la vicenda Mediaset (dove Berlusconi è stato già condannato a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici).

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