Gioco di dama per le dame del cinema di Venezia 2013

Nessun flop di gruppo con lunghi abiti rossi per la 70esima Mostra di Arte Cinematografica di Venezia 2013. O quasi.  Qualcuno che decide per il pendant con lo sfondo lo si trova sempre, e questa volta è toccato alla brava attrice Sandra Bullock , immortalata anche negli scatti fotografici in pose non altamente femminili. Sarà lo strano effetto di tornare a stare in piedi sulla Terra, dopo il duro allenamento svolto per interpretare il film Gravity.  Ma quest’anno le signore più esperte del grande schermo, hanno optato in maggioranza per i colori /non colori preferiti da Coco Chanel: il bianco e il nero. Che siano agguerrite come in una partita da scacchiera?

Sicuramente a fare da regina alla serata è stata la seducente Scarlett Johansson, a Venezia per presentare il film di cui è protagonista Under my skin. L’attrice, infatti, si è presentata al pubblico avvolta in un lungo abito nero di linea morbida, con leggerissimo strascico, romantica scollatura a cuore, e apertura a V sulla schiena. Il tutto firmato Versace, che la confema per la critica “unica vera diva” della serata. A farle compagnia nel total black, Chiara Ferragni, che ha alternato al nero le trasparenze del corpetto, così come la nostra Paola Cortellesi, in abito di Alberta Ferretti, che però ha limitato il giochetto del vedo – non vedo alle sole spalle, brava Paola! Intrigante, con sobrietà.

Merita a mio parere, il secondo posto dopo Scarlett, l’attrice iraniana Yuval Scharf , protagonista del film Ana Arabia, sofisticata ma  essenziale, in lungo abito nero  abbastanza fasciante per essere femminile, e provocatoriamente scollato sul dietro  con drappeggio un po’ “alla Batman” per un tocco accattivante e dark. Teniamo d’occhio questa ragazza!  E non che basti puntare sul nero per andare sul sicuro, eh! Ne è la prova Evelyne Brochu che ha esibito un look troppo somigliante ad un sacchetto per la raccolta differenziata: sezione umido.

Sembra, invece, uscita da un film della Disney la giovanissima Dakota Fanning. Per carità, considerato il suo viso angelico e l’età , il look principesco le si addice pure. Ma avrebbe potuto raccogliere almeno i capelli in uno look più ordinato, se ci teneva proprio a fare la Cenerentola. Non è da disdegnare in sé l’abito di Maria Rosaria Omaggio, che però forse avrebbe donato maggiormente ad una dama meno attempata. Il colore bianco, e il disegno nero che verte troppo verso il punto vita, avrebbe messo in risalto una silhouette a clessidra, che però in questo caso manca. Sa tanto di sottoveste da imbastimento per una mise ottocentesca, l’abito ( ma è davvero un abito terminato?! ) Dolce & Gabbana di Carmen Chaplin. Non poteva certamente presentarsi sul red carpet senza pelle per Under the skin, ma è sicuramente riuscita a presentarsi con un under the dress. Notevole.

Qualche sprizzo di colore vivace si è visto, sulle giovani fanciulle come Fiammetta Cicogna e Alessia Reato , entrambe in un verde sgargiante, piacevolmente messo in risalto dallo sfondo; su Rebecca Convernant, in un abito fucsia appuntato in spalla, con un drappeggio lasciato cadere elegantemente dietro il busto; e sulla modella brasiliana Natalia Borges , di giallo vestita, che ha calcato la passerella con un doppio spacco, parecchio pronunciato, che a molti ha ricordato quello sanremese “alla Belen” di qualche anno fa. Ormai non fa nemmeno più scalpore.

Numerosi comunque i brand low cost presenti alla mostra, forse segno di solidarietà delle attrici verso la situazione economica di crisi, che anche l’industria cinematografica italiana sta attraversando.
Troppe però, le signore abbigliate di bianco! Solo per citarne alcune: Valeria Solarino, Valeria Marini, Madalina Ghenea, e Anna Mouglalis, in abito bianco di pizzo che però, anche per lei, ricorda troppo una sottana. Una volta le indecise su cosa indossare puntavano sul nero. Ora i tempi sono cambiati, e per esibire l’abito bianco le donne hanno capito, insomma  che invece del “grande giorno” bastano, le grandi mostre cinematografiche. Probabilmente, si fa prima. E in fondo, c’è sempre un tappeto.

A fare la differenza, forse, solo Eva Riccobono, madrina dell’evento, con un abito Ferretti, totalmente ricamato e arricchito da balze, molto trasparente e con una scollatura profonda, che però su di lei, esile e longilinea non risulta affatto volgare.