Sampdoria e Genoa: una crisi che sembra non aver fine

Genova e il calcio, ultimamente, non sono in un rapporto idilliaco. Le due compagini calcistiche della Superba si ritrovano, infatti, a galleggiare a fatica nella zona bassa della classifica, senza dimostrare alcun possibile margine di crescita, viste le recenti prestazioni.

Le due partite di ieri sono state l’ennesima conferma che Sampdoria e Genoa mancano di gioco e identità. Il Genoa ha ospitato un Napoli voglioso di rivalsa dopo il deludente punto rimediato in casa con il Sassuolo, mentre la Samp si è diretta a Milano per giocare contro un Milan abbordabile e non ancora in piena condizione, anche a causa delle tante assenze. E’ vero che è difficile tirare somme quando due piccole devono affrontare due grandi del calcio italiano, tuttavia il livello di gioco espresso complessivamente da Sampdoria e Genoa durante l’arco di questo inizio di campionato è inferiore alle attese e ha portato due soli punti ai blucerchiati e quattro ai rossoblu.

Proprio questi ultimi possono vantare la vittoria del derby della Lanterna con un convincente 3-0 a discapito dei rivali. Ma ciò che preoccupa realmente i tifosi è la mancanza di gioco e l’eccessiva arretratezza della squadra. Liverani nel derby ha optato per un 3-5-2 al posto dell’iniziale 4-3-3: una formazione riproposta anche per le gare successive, con Antonini e Vrsaljko che fungono da esterni difensivi e Biondini e Matuzalem a fare diga davanti alla difesa. Il tecnico genoano ha quindi deciso di far fronte al problema difensivo che ha investito la squadra nelle prime due giornate (7 i gol rimediati tra Inter e Fiorentina) tralasciando la fase offensiva. Ecco spiegato il miglioramento difensivo e il drastico peggioramento in attacco. Qualitativamente la squadra può vantare pezzi pregiati come Lodi, Gilardino e Vrsaljko, ma ciò che viene espresso in campo fa sì che Liverani venga considerato il principale artefice del momento no. Sembra infatti che Preziosi abbia deciso di richiamare al suo posto Gasperini, allenatore che già ebbe una parentesi positiva sulla sponda rossoblu di Genova.

Per quanto riguarda la Sampdoria, il discorso è prevalentemente legato al mercato, che non è stato di livello. Le partenze di Poli, Icardi ed Estigarribia hanno creato grandi solchi, che non sono stati colmati a dovere dalla dirigenza, la quale ha scelto di ripiegare su giocatori di seconda fascia o ancora non pronti a un certo livello. Per sostituire Poli è subentrato Bjarnason, che ha saltato la preparazione di Bardonecchia ed è arrivato dal retrocesso Pescara. Petagna è un ottimo centravanti in prospettiva, ma eleggerlo come vice-Gabbiadini in Serie A è mettergli qualcosa di troppo pesante tra le mani. Wszolek e Regini si sono spesso alternati sulla corsia sinistra, senza dare i frutti sperati. In questa situazione anche trascinatori come Krsticic e Obiang sembrano avere accusato un grande calo. La domanda che si pongono i tifosi della Sampdoria è sempre la stessa: “potevamo spendere qualcosa di più onde evitare di cadere in un’altra retrocessione sciagurata?” La società ha infatti dovuto ripianare il bilancio e i soldi messi sul mercato sono stati insufficienti per potersi permettere giocatori idonei alla Serie A. A questo punto alla società e a mister Rossi, non spetta altro che attendere il mercato di Gennaio per aumentare le probabilità di salvezza.

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