Scacco a Silvio Berlusconi

Il giorno più lungo del governo è racchiuso tutto in quel commento captato dai giornalisti leggendo il labiale di Enrico Letta dopo il discorso di Silvio Berlusconi. Quell’ironico “grande” ha messo un punto fermo sulle tattiche di Berlusconi negli ultimi giorni, e soprattutto su un’intera era (quella berlusconiana) che sta per cadere nella farsa.

Dopo giorni di tentennamenti, ruggiti da conigli, e divisioni (rappresentate in pieno dal curioso siparietto tra Cicchitto e Sallusti ieri sera a Ballarò) oggi Berlusconi ha fatto un passo indietro votando la fiducia. Ma i malumori nel PDL non si placano: è questo pomeriggio che arriva come una doccia fredda la nota di Cicchitto dove annuncia che alla Camera si costituirà nelle prossime ore il gruppo anti-Forza Italia o pro-governisti.
Formigoni si spinge ancora più in là, annunciando che anche al senato ci sono i numeri per costituire un nuovo gruppo.

Nella lista delle “colombe ribelli” ci sono quelli che per decine e decine di anni hanno rappresentato l’ala più berlusconiana: Alfano (che era stato scelto come delfino da Berlusconi stesso, e ora viene snobbato da il Cavaliere con frasi come “Con lui il PDL è sceso al 12%”) che si porta dietro un gruppo di senatori siciliani, Formigoni che invece ha riunito l’ala ciellina (in primis Giovanardi e Lupi), Cicchitto (e alcuni ex socialisti), Quagliariello, Lorenzin, e molti altri. La De Girolamo fa sapere che non lascerà il gruppo PDL, e Sacconi (pure lui “colomba”) rimane titubante.

Comunque vada a finire il dato politico è netto: Berlusconi ha perso il controllo del partito, che ora rischia di frantumarsi. E giustamente il PD non può che tirare un sospiro di sollievo, vedendo il proprio alleato-oppositore in grave situazione. E lo stesso Epifani, al bar di Montecitorio, si fa scappare un commento d’amicizia con Cicchitto: “va dove ti porta il cuore”.
Inoltre la figura di Letta è uscita rafforzata, e le opposizioni ne sono uscite malamente. Il m5s ha fallito ancora proponendo la linea dura verso il governo e insultando i senatori ex 5stelle che hanno votato la fiducia. Sel e la Lega Nord idem.

E anche i candidati segretari del Partito Democratico possono gioire: ora il congresso si farà sicuramente. E dire che qualche giorno fa c’era chi dichiarava che “in caso di crisi di governo, il congresso si fa il prossimo anno”.

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