La vedova di Lucio Battisti richiede la demolizione del sepolcro di Molteno

Ancora scontri diretti tra il comune di Molteno (Lecco) e la moglie di Lucio Battisti le cui spoglie sono state oggetto di traslazione lo scorso 6 settembre, a soli 3 giorni dal 15esimo anniversario della morte del cantautore.
La cittadina brianzola, che lo ospitò durante i suoi ultimi anni di vita, è impegnata in una lunga battaglia legale con Grazia Letizia Veronese, vedova Battisti e principale responsabile dello spostamento della salma.

Gli attuali dissapori, che vedono coinvolti familiari ed amministrazione comunale, affondano le proprie radici nel tempo: in origine il pomo della discordia fu il festival commemorativo organizzato a Molteno dal’99 al 2009, ‘Un’avventura, le emozioni‘. La rassegna, che in dieci anni ha visto la partecipazione di molti big della canzone italiana, non ha mai ricevuto alcuna autorizzazione dalla famiglia, la quale ha promesso ricorso in Cassazione in seguito alla recente sentenza della corte d’Appello che, a differenza del tribunale di primo grado, ha dato ragione al comune.

Come precedentemente dichiarato i resti del cantante sono stati trasportati a Rimini, naturalmente contro la volontà di Molteno e di chi era abituato a visitare il sepolcro di Battisti per rendergli omaggio. Ma a quanto pare l’agognato spostamento non ha spento completamente l’animo della vedova che ha richiesto, per ora solo verbalmente, la demolizione della tomba vacante per evitare che si trasformi in un sacrario e che continui ad essere una meta di pellegrinaggio.
Immediate le reazioni del piccolo comune che non ha esitato a palesare la propria posizione affermando che la cappella è frutto di una concessione cimiteriale e pertanto non ha proprietari che possano vantare alcun diritto su di essa.

Quale sarà l’esito di questa disputa surreale è impossibile da stabilire, quel che è certo è che la memoria del grande Lucio viene perpetuamente offuscata da battaglie infaticabili che la famiglia conduce ora contro la Rai ora contro il Comune di Roma, per fare opposizione a mostre, trasmissioni, dischi e qualsivoglia tipo di evento commemorativo non autorizzato.

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