Vanessa Ferrari, la farfalla azzurra vola verso l’argento mondiale

I mondiali di Anversa del 2013 regalano una grande soddisfazione alla ginnastica italiana, dopo una serie di risultati sfortunati. Vanessa Ferrari, a sette anni dallo storico trionfo nel concorso generale dei mondiali di Aarhus, torna su un podio mondiale e porta a casa una splendida medaglia d’argento nella specialità corpo libero, alle spalle della fortissima americana Biles. Un argento che avrebbe potuto essere di colore diverso visto il livello dell’esercizio eseguito dalla fuoriclasse bresciana, ma gli atleti di paesi diversi da Russia, Usa e Cina per arrivare a salire sul gradino più alto del podio spesso devono rasentare la perfezione, pena una penalizzazione eccessiva per ogni piccolo errore. A farne le spese anche Alberto Busnari, ingiustamente tenuto giù dal podio dopo un esercizio quasi impeccabile al cavallo con maniglie.

Fino all’esercizio da medaglia il mondiale belga sembrava l’ennesima occasione persa anche per Vanessa, che dall’anno in cui salì sul tetto del mondo ha accumulato una serie di sfortune una dietro l’altra. L’infortunio al piede prima delle Olimpiadi di Pechino (che la condizionerà anche negli anni successivi) e la medaglia persa a Londra dopo l’arrivo a pari punti con la russa Aliya Mustafina avrebbero abbattuto chiunque, ma i grandi campioni sono degni di tale appellativo anche per la capacità di stupire quando meno te lo aspetti, quando la sorte sembra non girare dal verso giusto e tutto sembra volgere contro.

Anche stavolta la situazione non si era messa bene, dopo la finale alla trave disputata assieme all’altra azzurra Carlotta Ferlito. Le due ginnaste eseguono un ottimo esercizio, ma non vanno oltre un quarto e un quinto posto. A far male soprattutto i trentatre millesimi che di distanza tra Vanessa Ferrari e il bronzo, dopo il ricorso vinto dalla Biles (nonostante un’esecuzione piena di imprecisioni) che inizialmente era fuori dal podio. Ma il fuoco della competizione che arde nella ventitreenne lombarda non si spegne, anche per la consapevolezza di una condizione fisica finalmente all’altezza di affrontare un evento importante.

Quando è il momento di affrontare la prova a corpo libero, l’azzurra tira fuori tutta la grinta che ha in corpo ed esegue un esercizio di livello assoluto, che nemmeno la giuria più severa avrebbe potuto ignorare. Un grande risultato, con una dedica finale che dimostra anche un grande spessore umano: “Dedico questa medaglia ai tanti ragazzi che sono morti nella tragedia di Lampedusa. Come me nello sport erano alla ricerca di un sogno, ma loro non ce l’hanno fatta“. Ora il pensiero è alle Olimpiadi di Rio, lontane ancora due anni. Per il coronamento di una carriera a cui manca solo una soddisfazione olimpica per la definitiva consacrazione.

Foto: it.eurosport.yahoo.com

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