Marine Le Pen e le radici di un successo

Marine Le Pen vola nei sondaggi per le prossime elezioni europee o forse no? In questi ultimi giorni la notizia è che il Front National é arrivato al 24% di consensi con due punti in più rispetto all’ UMP di centro destra e con cinque di distacco dal Partito Socialista del presidente Hollande.
Se la stampa francese e quella internazionale mettono in evidenza la notizia vedendola già lanciata all’Eliseo,é altresì da fare altre considerazioni.

Il Front National ha in questi ultimi anni ottenuto sempre larghi consensi scompensati da una legge elettorale, maggioritario a doppio turno, che ha portato a una inesistente rappresentanza parlamentare.

Nelle scorse elezioni politiche del 2012 il risultato fu pari al 13% ma furono ottenuti solamente due seggi, troppo pochi per affermare una seria rappresentanza parlamentare consona al numero di votanti.
Indubbiamente è una percentuale di consensi inferiore a quella prospettata in questi ultimi giorni ma é da ricordare che nel 2002, nella corsa all’Eliseo, Jean Marie Le Pen, padre di Marine e allora leader del Partito, affrontò al secondo turno, il sistema francese prevede due turni con un secondo riservato ai due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze al primo, il presidente uscente Jaques Chirac.
Solitamente i candidati che si fronteggiano al secondo turno sono quello di centrodestra e di centrosinistra. La sfida del 2002 dimostrò appieno le potenzialità di questa forza politica, il partito socialista ottenne con il suo candidato una disfatta storica, ed é prova di come un simile movimento sia da anni particolarmente forte sul territorio nazionale e non solamente in questi ultimi mesi.

Analizzando il risultato delle altre forze politiche coinvolte non si può far a meno di notare una profonda crisi dell’ UMP che dopo la presidenza di Chirac é entrato in una profonda crisi segnata anche dalla figura di Sarkozy, ciò é anche dovuto alla perdita di identità da parte di un partito che traeva la sua forza sopratutto sulla figura di De Gaulle, un esponente posto più a destra che non al centro. Proprio questo punto offre una visione delle problematiche del partito post gollista: la ricerca di consenso verso i moderati che non ha portato altro che ad una fuoriuscita di voti a favore di movimenti che, nonostante non si sentano tali, vengono configurati a destra dello scacchiere politico.

La principale battaglia del Front National riguarda le politiche di austerity promosse da Bruxelles e ormai sempre più viste con disfavore anche da parte dei francesi.
Nell’analisi é da ricordare che questo, sebbene attinga dal movimento sociale italiano persino dal logo, ha una storia totalmente diversa da quest’ultimo visto che non attinge da esperienze politiche pregresse.
L’abilità della Le Pen non é un fattore secondario. Rimanendo fedele al suo passato ha portato un profondo vento di cambiamento e di innovazione. L’innovazione é partita sul ristrutturare concetti cari a certi ambienti di destra e facendoli apprezzare anche alle frange della sinistra francese, delusa anche da profondi problemi inerenti le priorità delle forze politiche di area.

Ha affiancato quindi problemi legati alla sicurezza con quelli inerenti temi sociali ed economici; si é posta come paladina contraria all’ultraliberismo e a difesa dei servizi pubblici. La sua presenza tra la gente non si basa sull’apparire nei talk show quanto piuttosto nei comizi presso piccoli paesi.
Il sostegno comunque proviene anche da volti noti per il pubblico transalpino e non solo. Brigitte Bardot, famosa attrice francese, si é sempre spesa a favore del Front National, sostenendo a ogni campagna elettorale i candidati, e, notizia di pochi giorni fa, anche l’attore Alain Delon che ha festeggiato il risultato del sondaggio, qui sopra citato, affermando che “Era ora. Il successo del Front National è edificante. La gente vuole l’azione. Da anni, Le Pen padre e Le Pen figlia si battono, ma si battono un po’ da soli. Adesso, per la prima volta, non sono più soli”. Manca nella citazione la nipote di Jean Marie, Marion Maréchal-Le Pen, che a differenza dei soliti figli d’arte è riuscita prima ad essere eletta al Parlamento francese e sta dimostrando grandi capacità politiche.

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