Una Piccola Impresa Meridionale, il film che non ti aspetti

Una Piccola Impresa Meridionale, già il titolo evoca una serie di immagini mentali costituite da un sud che si organizza ed evolve, nonostante il fatto che venga continuamente citato dalla cronaca con accezioni non proprio positive. Ma in realtà il film di Rocco Papaleo vuole andare ben oltre questo.

La trama di Una Piccola Impresa Meridionale racconta la storia di un prete, Don Costantino Rocco Papaleo – che si “spreta” (cit. dal film), torna dalla madre in un piccolo paese del sud Italia e lì trova che il suo problema non è il solo. Una volta rientrato nella sua terra d’origine scopre che la sorella Rosa MariaClaudia Potenza, già vista in Basilicata Coast to Coast- è scappata con un misterioso amante, lasciando il marito ArturoRiccardo Scamarcio – alla mercè del pettegolezzo e delle ridicolizzazioni da parte degli abitanti del paese.

L’anziana madre di Don Costantino, per non essere oggetto di scherno da parte delle malelingue compaesane a causa di un figlio che ha abbandonato la vita ecclesiatica, manda quest’ultimo in una sorta di esilio nel faro spento di cui il marito defunto era il guardiano. Proprio a questo punto entrano in scena gli altri personaggi: Valbona, una donna delle pulizie un po’ particolare, interpretata da Sara Felberbaunn e Magnolia, ex escort in pensione e sorella di Valbona, di cui veste i panni Barbara Bobulova. In ultimo, ma non per importanza, arriva al faro la Meridionale Ristruttuazioni SRLs, di cui non anticipo nulla se non il cast, il comico Giovanni Esposito con sua figlia Mela Esposito e Giampiero Schiano.

Il film Una Piccola Impresa Meridionale non è una semplice commedia, ha come vezzo la totale assenza di stereotipi. I personaggi sono degli outsider, ma non nel senso convenzionale del termine, che si ritrovano nel faro come in un rifugio, che diventa avamposto delle particolarità e delle irrisolutezze di ognuno di essi. Danno vita ad una storia ricca di sentimenti positivi, ma senza mai cadere nel buonismo, anzi, di tali buoni moti d’animo, spesso viene evidenziato solo il realistico risvolto negativo.

Altro fatto, non ordinario nella prassi cinematografica, è che i personaggi sono messi tutti sullo stesso piano, nessuno predomina sull’altro, non c’è un protagonista assoluto, sono solo le normali diversità tra singoli individui a connotare la loro essenza. Il paradosso è alla base dell’intreccio e dell’ironia tipica di Rocco Papaleo, avanguardista fuori dagli ordinari schemi. Le tematiche trattate, infatti sono attuali e socialmente cruciali, alle quali l’autore/regista/interprete offre soluzioni semplici, ma non semplicistiche.

Elemento caratterizzante di Una Piccola Impresa Meridionale – così come di Basilicata Coast to Coast – è il rapporto con la musica. La colonna sonora è parte integrante della narrazione, non una mera cornice. Le musiche di Rita Marcotulli, Rocco Papaleo ed Erica Mou, hanno un ruolo significativo e simbolico in tutto lo snodarsi della vicenda.

Questo è un film che ha intrinsecamente più livelli di visione, fondati sulla commedia, ma non sul semplice divertimento. Osservando ogni singolo piano di narrazione la sensazione che si ha alla fine di Una Piccola Impresa Meridionale è di riflessione, discreta, mai opprimente.

Papaleo nel suo film non ha voluto dare un taglio favolistico, bensì il racconto dell’ironica sorte di persone vere, che vivono nella vita di tutti i giorni, che ognuno di noi può riconoscere negli incontri della realtà. Per tutte queste peculiarità e le numerose sorprese, Una Piccola Impresa Meridionale è un film che non ti aspetti.

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