Murales, come risollevare le sorti di un villaggio con una mano di pittura

Da villaggio del whisky a villaggio del trompe-l’œil. Questo il destino di Bushmills, un paesino dell’Irlanda del Nord che negli ultimi quattro secoli ha riempito le sue cantine del più rinomato irish whisky, fino a quando la recessione ha costretto molti esercizi commerciali ad abbassare la saracinesca. Nonostante la vicinanza al Giant’s Causeway, ossia il Selciato del Gigante, una dei principali attrattori ambientali irlandesi e patrimonio dell’Unesco dal 1986, la decadenza è sembrata, per un po’, ineluttabile.

Ma qualche secchio di vernice e dei pennelli, messi nelle mani giuste, hanno invertito lo stato di declino e oggi le vetrine di artigiani, commercianti e ristoratori tornano ad illuminarsi e a riprendere vita e colore. Tutto grazie all’iniziativa “Brighter Bushmills Project”, che ha permesso agli artisti Helene Byrne e Louie Winward di dipingere murales sulle facciate dei negozi ormai chiusi. Non soggetti a piacere, ma una riproduzione iper-realistica della vita degli abitanti del villaggio e delle attività commerciali che c’erano prima. Passeggiando per le vie, oggi è possibile vedere la bottega di un calzolaio col berretto che ripara scarpe, una panetteria con pane e dolci pronti da mordere, il salone di un barbiere che aspetta il suo prossimo cliente e persone che scrutano il tempo, o i passanti, dalle finestre.

Un vero e proprio intervento di “chirurgia artistica” che ha consentito a Bushmills di cambiare pelle con meno di 50mila sterline, 30mila stanziate dal consiglio locale e 17mila offerte da una distilleria del posto. Aidan McPeake, direttore dei servizi ambientali, ha spiegato gli obiettivi dell’intero progetto: attirare nuovi turisti per rimettere in moto l’economia, soprattutto considerando che da qui passano molti pullman pieni di visitatori diretti al Selciato del Gigante e le strade variopinte rappresentano un buon motivo per fermarsi e fare una visita. In effetti questa intuizione artistica si è rivelata giusta e in tre mesi, grazie ai turisti di passaggio, due dei dodici negozi precedentemente chiusi hanno ricominciato a lavorare, una trattoria e un piccolo alimentari.

Siamo convinti che la ripresa non terminerà qui e che, a breve, qualche pub riaprirà i battenti ai turisti e agli avventori, ben felici di far tintinnare i loro bicchieri di irish whisky.

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