La mamma perfetta? Non esiste, per la scrittrice Antonella Pfeiffer

Si può essere donne in carriera e madri perfette? Il dilemma, si sa, esiste da tempo per quante devono quotidianamente fare i conti con il lavoro e la famiglia.
Scrupoli e ansie sono dietro l’angolo, ma la verità è che la madre perfetta proprio non esiste.
Dopo una fiction, ce lo assicura Antonella Pfeiffer autrice de La mamma perfetta.

Il libro, pubblicato per la prima volta in forma cartacea nel 2011, è uscito una settimana fa in versione ebook su Amazon, balzando ai vertici della classifica.

Antonella Pfeiffer, blogger e scrittrice, ama definirsi in primis una madre: “Di donne perfette non ce ne sono – ha spiegato l’autrice all’Adnkronos – ognuna cerca di fare al meglio il suo mestiere. Fare la mamma è una grande impresa: ti trovi ad affrontare un’avventura bellissima ma non sai come fare. Vedi le mamme della pubblicità tutte belle, truccate ed eleganti e tu, invece ti vedi sempre in disordine“.

Protagonista del suo libro è Elena, donna e madre che si divide tra tanti impegni, cercando di dare il meglio. Tante le incombenze, altrettante le pressioni per un ruolo caricato di aspettative.
Forse troppe, per le tante Elena di cui parla la Pfeiffer, che ha voluto raccontare anche la sua storia in questo libro.

Dopo aver lavorato 15 anni in una rivista ha avuto un figlio, poi ha intrapreso lavori part time fino a decidere di coltivare la sua passione, la scrittura, diventando una moderna mamma blogger.
In questo modo è riuscita a coniugare il desiderio di lavorare e la voglia di stare più tempo con suo figlio, senza rincorrere sempre minuti preziosi.

Prima la maternità e poi le proprie aspirazioni, cercando di trasformarle in un lavoro. Questo il percorso della Pfeiffer, un privilegio forse poter abbandonare un lavoro tradizionale, ma non senza determinazione e coraggio.
Dal libro al blog, un passaggio quasi naturale per la scrittrice che ha voluto creare così una rete al femminile per scambiarsi pareri, idee e consolarsi quando tutto sembra andare storto.

Perchè la consapevolezza di sè e un po’ di autoironia rendono una madre, se non perfetta, sicuramente unica.

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