Il tifone Haiyan devasta le Filippine, il più letale disastro della storia

Un immane disastro. Non esistono parole migliori per descrivere le conseguenze del super tifone Haiyan nelle Filippine, già classificato come una delle più distruttive calamità naturali in Asia negli ultimi decenni. Più che un tifone, un vero e proprio tsunami con onde alte quanto un palazzo di due piani e raffiche di vento che superavano i 300 km/h.

Il numero delle vittime e l’entità dei danni sono tutte da verificare. I soccorritori stanno cercando, invano, di raggiungere alcune aree pesantemente danneggiate. Intere regioni sono senza cibo né acqua, e i corpi sono sparsi per le strade. Le città sono state ridotte tutte in poltiglia, navi e cisterne scaraventate sulla riva. Il governo ha schierato diverse centinaia di soldati per mostrare la presenza a dello stato e scoraggiare i saccheggi e si è limitato a confermare soltanto 229 morti. Un numero ridicolo confrontato con quello dei rapporti non ancora ufficiali, che parlano di circa 10.000 decessi nella sola città di Tacloban, una città di circa 200mila abitanti, capitale dell’isola montuosa di Leyte. Il Tifone Haiyan minaccia di diventare il più letale disastro della storia non solo per il numero di morti, ma anche per le conseguenze sui sopravvissuti. I pochi operatori umanitari presenti denunciano che alcune persone stanno soffrendo per la fame e la sete. La gente sta diventando violenta, folle disperate stanno saccheggiando stabilimenti industriali, i centri commerciali, solo per trovare cibo.

Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite sarebbero circa 600mila gli sfollati che vivono per strada e alcuni feriti non hanno accesso a cure mediche e sono a rischio di ulteriori minacce, come la malnutrizione, l’esposizione alle intemperie e acqua non potabile. Su Samar, un’isola leggermente più grande dell’arcipelago delle Filippine, Leo Dacaynos, capo della locale protezione civile, ha dichiarato alla Associated Press che 300 persone erano morte, 2.000 erano mancanti, ma parti dell’isola sono isolate e quindi il bilancio potrebbe aggravarsi. Anche qui grandi affollamenti si sono verificati nei centri commerciali per procurarsi abbigliamento, valigie e cibo. Le Filippine sono tra i paesi più esposti alle catastrofi e viene colpita ogni anno da circa 20 tifoni che si generano per il surriscaldamento del Pacifico. Il Paese è, inoltre, particolarmente suscettibile a danni a causa di infrastrutture fatiscenti. Molti residenti nelle zone più povere vivono in baracche con tetti di lamiera ondulata. Un tifone già nel mese di dicembre ha ucciso più di 1.900 persone. E un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito la provincia di Bohol nel mese scorso, uccidendo più di 200 abitanti. La Banca Mondiale ha stimato l’anno scorso che le Filippine perdono circa lo 0,8 per cento del suo prodotto interno lordo a causa dei disastri.

In una intervista televisiva Obama ha detto che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare le Filippine e che sia lui che la first lady Michelle Obama sono profondamente addolorati per i morti e le distruzioni causate dal disastro. Il segretario alla Difesa Chuck Hagel ha ordinato al Comando militare del Pacifico di inviare navi e aerei per aiutare nelle operazioni di ricerca e soccorso e trasportare forniture di emergenza per chi è nel bisogno.

Haiyan stamane è approdato in Vietnam, ma si è significativamente indebolito. Centinaia di migliaia di vietnamiti sono stati evacuati e si sono recati nei rifugi contro la tempesta, che dovrebbe causare gravi inondazioni in diverse aree densamente popolate. Anche il Papa, su Twitter, si è detto addolorato per quanto sta accadendo e ha invitato i cristiani ad unirsi alle sue preghiere.

[Foto: Afp]

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