Paul Pogba, la consacrazione definitiva di un predestinato

Sir Alex Ferguson è forse il più grande scopritore di talenti degli ultimi anni, e nel momento in cui ha avuto tra le mani un ragazzino francese di 17 anni dalle lunghe leve e dalla personalità disarmante, ha subito capito che la mediana dei “red devils” aveva trovato il degno erede di pilastri come Scholes e Roy Keane. Quel ragazzo, ovviamente, era Paul Labile Pogba. Poi, lo scorso anno, qualcosa si è rotto nel rapporto tra l’ex manager e il talento di Lagny-sur-Marne, e la Juventus di Andrea Agnelli e Beppe Marotta ha approfittato della situazione per portarlo a Torino, pagando un indennizzo minimo al club inglese. Alla luce delle strepitose prestazioni sciorinate ogni domenica, mai milione fu speso meglio.

La storia

Il Manchester l’aveva prelevato dalla squadra del Le Havre, trascinata alla finale scudetto under 16 nel 2007. Un trasferimento che all’epoca ha provocato anche pesanti accuse dei dirigenti francesi nei confronti del modus operandi dello United, a loro dire colpevole di aver offerto anche denaro alla famiglia del giovane per agevolare l’operazione e scavalcare la clausola che l’avrebbe costretto a rimanere in Francia fino al compimento della maggiore età.

Alla fine la Fifa ha dato ragione alla dirigenza del Manchester, e Pogba è sbarcato in terra inglese con le stimmate del predestinato. Dopo la trafila nelle giovanili e il passaggio nella squadra riserve, arriva finalmente il salto tra i grandi: Sir Alex lo fa esordire in Football League Cup il 20 settembre del 2011 e in campionato pochi mesi dopo, nel match contro lo Stoke City. Proprio nel momento in cui sembra stia per esplodere definitivamente, accade qualcosa di inaspettato. Ferguson richiama Paul Scholes, che aveva annunciato il ritiro pochi mesi prima e l’orgoglioso Paul, consapevole del talento che la natura gli ha fornito, ha interpretato il gesto come una mancanza di fiducia nei suoi confronti e decide di non rinnovare il contratto. I predestinati come lui non accettano l’attesa, perchè in fondo sanno che l’età per loro è solo un numero di poco valore.

La consacrazione

All’idea di poterlo portare in squadra molti Top Club europei iniziano a muoversi, ma il grande lavoro della dirigenza juventina regala a Conte un talento unico, che l’allenatore leccese accetta di lanciare subito sul palcoscenico dei grandi, senza spaventarsi per il presunto carattere “fumantino” del ragazzo. Arrivato come vice Pirlo, viene poi schierato al fianco del regista bresciano e dimostra di essere un centrocampista totale, dotato di visione di gioco sopraffina, tecnica sorprendente e di un corpo da corazziere, che non gli impedisce di muoversi con l’eleganza e la destrezza di un ballerino, ma che anzi gli permette anche di recuperare decine di palloni grazie alle lunghe leve (non per niente i tifosi bianconeri lo hanno soprannominato “polpo Paul”). Le statistiche di quest’anno mostrano la dimensione a 360 gradi di Pogba, capace di andare già a segno 5 volte e di fornire 7 assist ai compagni in 17 partite

La caratteristica che più esalta i tifosi però è la potenza di calcio, che a qualcuno ha ricordato quella del brasiliano Rivelino. La prima vittima delle sassate di Pogba fu proprio il Napoli di Mazzarri, contro cui realizzò uno splendido goal a volo, e la rete di ieri è sembrata quasi la chiusura di un cerchio, che vede sempre i partenopei come comparse nel grande film della carriera del calciatore francese.

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Il fatto che Pogba abbia 20 anni e notevoli margini di miglioramento deve davvero preoccupare gli avversari della Juventus. Lui dice di ispirarsi al suo compagno di squadra Pirlo, oltre che a Yaya Touré e Diaby, e nel giro di qualche anno quasi certamente arriverà ad essere un mix di tutte le migliori qualità di questi calciatori, con la prospettiva di prendere il posto del centrocampista bresciano alla guida del centrocampo bianconero. Il Real Madrid ha già iniziato a informarsi, e con Mino Raiola come procuratore non si può mai essere tranquilli, ma la Juventus farà di tutto per trattenere per molti anni a Torino il fuoriclasse francese.

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