Avellino la squadra-rivelazione dal passato glorioso

l’A.S. Avellino sta dando spettacolo in una Serie B mai come quest’anno equilibrata e con tantissime squadre che lottano per un posto in massima serie: 27 punti in 14 partite disputate, primo posto in classifica con Palermo ed Empoli. Fuori casa gli uomini di mister Rastelli (ex attaccante di Napoli e Reggina) arrancano un pò ma tra le mura del Partenio-Lombardi sono una macchina macina punti, il miglior rendimento casalingo del campionato.

Squadra storica del nostro calcio, l’U.S. Avellino per problemi finanziari nel 2010 fu costretta a dichiarare il fallimento, rinata poi dalle proprie ceneri con il nome di A.S. Avellino. Nella passata stagione dopo la trafila delle serie minori vince il Girone B di Lega Pro Prima Divisione e la Supercoppa di Lega di Prima Divisione. Quest’anno come già detto invece è proiettata verso una storica promozione in Serie A che non abbraccia ormai dalla lontana stagione 1987-1988.

Nonostante gli ultimi anni non siano stati certo entusiasmanti il passato dei biancoverdi è ricco di gloria, la prima storica promozione in Serie B risale al lontano 1973 quando, dopo un campionato entusiasmante coronato dal record di punti per la Serie C (62), vince il titolo conquistandosi il diritto al campionato di B.

Dopo qualche anno in serie cadetta nella stagione 77-78 conquista la promozione in Serie A grazie alla vittoria a Marassi contro la Sampdoria (1-0 con rete di Mario Piga). Soddisfazione grandissima per l’allenatore Paolo Carosi (ex tecnico tra l’altro di Lazio, Fiorentina, Cagliari e Bologna) e per l’allora presidente Arcangelo Iapicca.

Gli anni di Serie A sono ricchi di emozioni per la squadra, dieci stagioni consecutive “tra i grandi” del nostro calcio consentono ai lupi di togliersi molte soddisfazioni come le vittorie contro Juventus, Milan e Inter, oppure il Torneo Estivo organizzato dalla Lega nel 1986. Alle tante gioie però si alternano momenti difficili come il campionato 80/81 segnato dal terremoto dell’irpinia. Il difensore Salvatore Di Somma ricorda quei momenti così:

“C’erano delle situazioni drammatiche, morti a terra, gente che tirava i propri parenti dalle macerie. C’è una cosa che però non dimenticherò mai. Una signora, a piazza Libertà, mentre piangeva i suoi cari mi disse: “Salvatore, hai visto che è successo? Però oggi che bella vittoria abbiamo fatto…”

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