Ucraina, violenti scontri tra polizia e manifestanti pro-Europa

Proseguono gli scontri in Ucraina a causa dell’annullamento del trattato politico/economico con l’Unione Europea. I gruppi di “europeisti” si sono riversati a migliaia in piazza, cosa che non si vedeva dalla Rivoluzione Arancione, a protestare contro la scelta di stringere legami con la Russia.

Il premier Yanukovich avrebbe ricevuto pressioni dal presidente russo Putin che aveva dichiarato di voler allargare all’area europea la sua rete di contatti e paesi “amici”. Messo così alle strette il primo ministro ucraino non avrebbe avuto altra scelta che firmare con Putin e annullare le precedenti trattative con l’Europa.
Per i “governativi”, invece, sarebbe stata l’Europa a esercitare pressioni, alle quali l’Ucraina non avrebbe ceduto e avrebbe dunque perseguito l’obiettivo prefissato di firmare con la Russia.

Quel che è certo è che nella notte un numero incredibile di militanti pro Europa si è riversato nell’omonima piazza per protestare contro la decisione del governo e per provare ad entrare nel palazzo di Governo. La polizia ha reagito con manganellate ed il lancio di lacrimogeni, riuscendo a fermare l’avanzata degli europeisti verso il Palazzo del potere ma non è riuscita a scacciare i dimostranti dalla piazza, in cui sono rimaste e si sono accampate centinaia di persone. Gli scontri si sono poi trasformati in una lotta vera e propria con i sostenitori del Premier Yanukovich, accusati di guardare verso il passato e non al futuro.

Da Bruxelles giungono notizie più rassicuranti. Stefan Fule, commissario europeo per l’allargamento, sostiene che non è arrivato nessun rifiuto assoluto da Kiev e che la trattativa rimane sul tavolo. La situazione è però delicata; con l’entrata nell’unione doganale russa dell’Ucraina si creerebbero situazioni instabili anche per la Ue che, dal punto di vista energetico, è strettamente dipendente dall’Europa orientale.

Ieri alla fine della manifestazione è intervenuto il leader dell’opposizione Yatsenyuk, alleato di Yulia Tymoshenko, ex primo ministro. La figlia dell’ex premier (che ora si trova in prigione) ha letto una lettera della madre in cui sostiene che l’Unione con l’Europa è solo il primo passo di una tabella di marcia che dovrebbe portare gli ucraini ad avere una vita normale, e che il loro futuro dovrebbe essere la priorità del governo. Inutile dire che il corteo si è chiuso tra gli inni per la libertà della Tymoshenko.

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