The Return, un cortometraggio ripercorre il successo di Coco Chanel

Sono passati poco più di 40 anni dalla sua scomparsa, ma la sua morte non ha cancellato i segni profondi lasciati in eredità da una creatività intramontabile, da capi d’abbigliamento divenuti pietre miliari, fonte perenne d’ispirazione per tutti gli stilisti che ne hanno seguito le orme. È stata l’eleganza di una donna che ha saputo risorgere dalla povertà grazie alle proprie capacità, accordate da una personalità unica, a fare di Gabrielle Bonheur un simbolo a livello culturale e sociale, diventando la celebre Coco Chanel.

È così che Karl Lagerfeld vuole ricordare ancora una volta la mitica stilista francese. Dopo una giovane e determinata Gabrielle in Once upon a time, il Kaiser della moda la racconta in un cortometraggio di 30 minuti, per celebrare il lancio della nuova collezione “Paris-Dallas” Métieres d’Art che sfilerà a Dallas il prossimo 10 dicembre. Il film intitolato The Return ripercorre il ritorno alla moda di Coco Chanel durante gli anni 50 quando riaprì il suo atelier dopo una lunga pausa, riprendendo ufficialmente la sua attività con la creazione di un vestito da ballo realizzato con una tenda di taffetà.

Mademoiselle Coco è interpretata da Geraldine Chaplin, che recita accanto a Rupert Everett, nei panni di un giornalista americano. Nel cast anche Anna Mouglalis, Lady Amanda Harlech, Arielle Dombasle, Kati Nescher, Vincent Darrè e Sam McKnight che ripercorreranno la storia del successo di una donna che grazie alle sue idee irriverenti ed innovative è stata capace di rivoluzionare lo stile del genere femminile.

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Coco Chanel moriva all’età di 87 anni nella camera di un albergo parigino. Una vita tumultuosa, intessuta dalla passione e dalla dedizione. Una donna che si è fatta da sé, costruendo la propria carriera, attingendo all’apice del successo gradino dopo gradino, diventando la figura principale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo. L’eleganza fu la sua arma rivoluzionaria, un salto verso l’emancipazione attraverso la moda.

Un grido di liberazione, che fece sì che le donne si affacciassero sul panorama culturale ed esprimessero la volontà di camminare di pari passo con gli uomini nell’ambiente lavorativo e sociale. Una volontà liberatoria di emancipazione e indipendenza espressa attraverso linee di abbigliamento completamente rivoluzionate.

Non l’ho mai vista in pace. Misurarsi con la materia natale, ribelle, fino a non vederci più, ubriaca di fatica, significava dare al suo alter ego il potere di piacere: puntare sul destino, portare felicità. Con queste parole la descrive Claude Delay, amico intimo e autore di molteplici biografie della stilista e sono proprio queste righe a segnare la vera eredità che ha lasciato dietro di lei e su cui Karl Lagerfeld vuole focalizzare l’attenzione.

Il suo successo fu determinato da un lungo viaggio imperniato da perseveranza, duro lavoro, ma soprattutto passione. Ed è forse questo ciò che resta di Miss Coco, al di là del suo tubino nero, delle fragranze iperfemminili, dei celebri cappelli o delle piccole pochette.

Una donna, un esempio.

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