Berlusconi salvo con un passaporto russo? È giallo

È ancora giallo sul passaporto diplomatico russo che l’amico Vladimir Putin potrebbe consegnare a Silvio Berlusconi per creargli un salvacondotto. Balla colossale o escamotage per avere comunque uno scudo contro ulteriori assalti da parte della magistratura, ivi compresa la richiesta di arresto?

A distanza di poche ore dal voto sulla decadenza, ritorna prepotentemente in auge la possibilità che il Cav possa diventare un diplomatico in colbacco, magari presso la Santa Sede. “Un’ipotesi che non ho mai considerato. Desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo, io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere. Nessuna offerta di passaporto, nemmeno per sogno né dalla Russia né da altri paesi”, si è affrettato a smentire lo stesso Berlusconi in occasione della conferenza stampa di lunedì scorso. Si tratta di “pure fantasie”, gli ha fatto eco il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe.

Un’ipotesi magari improbabile oggi, ma che potrebbe ripresentarsi in futuro. Questo perché l’immediata conseguenza del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore è che non potrà contare più sui privilegi della sua carica: quindi potrebbe essere arrestato, senza che i magistrati debbano chiedere l’autorizzazione alla Camera di appartenenza, e potrà essere intercettato e perquisito.

Ed è proprio il leader di Forza Italia che ha confessato, a più riprese, di avere il timore che – per esempio nel caso dell’inchiesta napoletana sulla famigerata “Operazione Libertà” denunciata dall’ex senatore Sergio De Gregorio, che sarebbe stato corrotto con 3 milioni di euro per far cadere il Governo guidato dall’allora premier Romano Prodi – le “toghe rosse di Magistratura Democratica” possano spiccare un mandato di arresto nei suoi confronti. Secondo il pool di legali, Franco Coppi, Niccolò Ghedini e Paolo Longo, si tratterebbe di un’ipotesi possibile, ma comunque improbabile.

Da qui, quindi, la possibilità di incamerare un nuovo scudo contro attacchi giudiziari, perché avere un passaporto diplomatico inibisce qualsiasi atto della Magistratura. Oltre alla decennale amicizia con lo Zar del Cremlino, Berlusconi ha dalla propria anche l’articolo 89 della Costituzione della Federazione Russa che parla chiaro al primo paragrafo: “Il Presidente della Federazione Russa: a) decide le questioni sulla cittadinanza della Federazione Russa e sulla concessione dell’asilo politico”. Una strada già percorsa quasi un anno fa, nel gennaio scorso, quando lo stesso Putin ha accordato la cittadinanza russa all’attore francese Gerard Depardieu, che l’aveva chiesta in polemica con il proprio governo per la tassa ai super ricchi.

Non esiste prova che nella cena di lunedì scorso i due vecchi amici, Silvio e Vladimir, ne abbiano parlato fra una pietanza e l’altra del menù tricolore della cena a Palazzo Grazioli. Magari, si tratta solo di una balla colossale o di una strada da non percorrere oggi, ma da tenere in caldo per un prossimo futuro. Soprattutto se il progetto di far cadere il governo Letta o i ricorsi avverso la sentenza Mediaset alla Corte Europea per i diritti dell’uomo, non dovessero sortire i risultati sperati. Del resto il Cavaliere gode di grande stima nella Grande Madre Russia, sia per i suoi trascorsi da imprenditore che per essere un riconosciuto amante delle belle donne, tanto da meritarsi inviti personali ai compleanni dello “Zar”.

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