Il nostro benessere è davvero subordinato all’uso degli integratori?

I ritmi frenetici ai quali siamo inevitabilmente soggetti ci portano ad avere intense aspettative dal nostro fisico. La routine diviene faticosa e per alleviare il peso che grava sulle spalle di ognuno, fin troppo spesso, si fa uso degli integratori, coinvolgendo, secondo il ministero della salute, infatti, metà della popolazione italiana.

L’integratore spesso viene usato in maniera erronea. Bisogna ricordare che questi non possono compensare i comportamenti alimentari scorretti, ma possono essere un valido aiuto per contribuire alla completezza di una dieta equilibrata quando “gli effetti fisiologici riportati in etichetta rispondono alle specifiche esigenze di ottimizzazione della salute e del benessere“.

Assumere in sovrabbondanza le capsule, le compresse, le fialoidi e simili, a base di nutrienti o altri eccipienti ad effetto nutritivo o fisiologico, ideati e proposti per favorire il regolare svolgimento delle funzioni dell’organismo senza alcuna finalità di cura eccipienti, per lunghi periodi, può causare effetti “negativi” sul nostro corpo, annullando risultati effettivi e le primarie motivazioni salutiste per le quali venivano assimilati.

La nuova tendenza dilagante in Italia, come detto, è l’utilizzo degli integratori antiossidanti con particolare riferimento a quelli utili alla funzione riproduttiva e a quella sessuale, consigliati talvolta in maniera inadatta e senza un ragionamento razionale e scientifico o motivazione valida.

Raccomandati anche quando non servirebbero e utilizzati per tempi prolungati possono avere effetti indesiderati e del tutto opposti. Nel caso degli integratori utili alla fertilità se assunti senza una reale e oggettiva necessità possono compromettere le possibilità di concepimento.

Il presidente dell’associazione andrologi italiani, Aldo Franco De Rose, durante un’intervista alla rivista scientifica Focus, ha affermato in proposito: “Bisogna sapere che la funzione riproduttiva è finemente modulata, a livello biochimico, dal corretto bilancio fra la sintesi e la degradazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidante, dei cosiddetti radicali liberi. Qualsiasi alterazione di questo equilibrio, indicata come stress ossidativo, può favorire o aggravare condizioni di infertilità“.

Infatti – puntualizza sull’argomento l’esperto Eugenio Luigi Iorio, medico nutrizionista – gli stessi agenti fisici (radiazioni), chimici (inquinanti, farmaci, xenobiotici) ovvero biologici (virus, batteri o tossine) ma anche gli stili di vita incongrui, universalmente riconosciuti come fattori di rischio per lo stress ossidativo, in generale possono avere un impatto negativo sulla riproduzione, dalla gametogenesi alla fecondazione, dallo sviluppo embrio-fetale fino alla gravidanza“.

Lo status di salute, inequivocabilmente, non ha bisogno di troppi aiuti non naturali; con oculatezza logistica dei propri tempi ed equilibrio alimentare e sportivo il benessere individuale può essere facilmente ritrovato.