Valeria Golino: “In Italia c’è molta più attenzione sul femminicidio”

Valeria Golino parla anche di donne e soprattutto di femminicidio durante la presentazione del film Come il vento, uscito il 28 novembre al cinema. La storia è quella di una donna forte e fragile al tempo stesso, Armida Misere, che è stata la prima direttrice di carcere di massima sicurezza d’Italia.
Erano gli anni Ottanta, quando la Miserere svolgeva un ruolo molto delicato, impegnandosi in prima persona per il rispetto delle regole nei penitenziari. A vestire i panni di questa donna, è un’intensa Valeria Golino, che proprio durante la conferenza stampa del lungometraggio ha risposto ad alcune domande sulla violenza sulle donne.

Il femminicidio è un termine entrato ormai nel nostro linguaggio comune e con cui facciamo i conti quasi quotidianamente.
E i numeri sono impressionanti: solo nel 2013 in Italia sono state uccise 128 donne. Ma nel nostro Paese, secondo Valeria Golino, l’impegno su questo argomento sta crescendo.

C’è sicuramente molta più attenzione in Italia sul femminicidio. Siamo tra i paesi europei che si occupano di più di questo tema” ha dichiarato l’attrice alla conferenza stampa di Trieste.
Importante è che nell’affrontare questo fenomeno non dobbiamo vergognarci, mentre dobbiamo vergognarci di tutto quello che succede quotidianamente con la violenza“.

Nel mondo sono più di un terzo le donne vittime di violenze fisiche o sessuali, in molti casi per mano di loro partner, secondo un rapporto pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Oggi circa 600 milioni di donne vivono in Paesi nei quali la violenza domestica non è considerata come un crimine dalla legge.

In Italia, nel maggio scorso è stata ratificata la Convenzione di Instanbul – per il contrasto della violenza sulle donne, la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la perseguibilità penale degli aggressori – un passo importante secondo Valeria Golino, che ha aggiunto: “Siamo stati uno dei primi paesi a farlo. Insomma io spero bene“.

La violenza sulle donne c’è sempre stata – ha proseguito – e in questo periodo storico c’è probabilmente un aumento in tutti i paesi del mondo. I governi devono dare leggi adeguate anche se non finirà mai probabilmente la violenza sulle donne”.

L’attrice è da sempre in primo piano sull’argomento femminicidio, di recente ha partecipato ad un progetto artistico scritto e diretto da Serena Dandini, Ferite a morte. Un evento teatrale, in cui numerose donne del mondo del cinema e del teatro hanno dato voce ad un racconto postumo delle vittime. Dopo il successo in Italia, la rappresentazione è arrivata a New York, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne,con tappe anche a Washington, Bruxelles e Londra.

Photo credit [Torino film festival]

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