L’albero e il presepe: origini e decorazioni di due simboli natalizi

Siamo ormai nel clima e nello spirito del Natale. E come ogni anno si avvicina il fatidico momento di scendere in cantina e fra cumuli di polvere trovare tutti gli addobbi e gli ornamenti per abbellire a festa la casa.
Sono tradizionalmente due le figure simbolo che non possono mancare: l’albero di Natale e il presepe.

La presenza dell’albero la si può ritrovare nei costumi delle popolazioni dell’Europa centronordica pagana, che per celebrare il solstizio d’inverno erano soliti bruciare un albero che illuminasse la notte invernale che cominciava a regredire. Ma il simbolo dell’alber,o e in particolare l’uso dell’abete sempreverde, hanno un legame anche con la tradizione cristiana. Nei popoli nordici prevalgono i “misteri”, cioè delle scene in cui viene raccontata la storia del peccato di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden. Ed è proprio l’evento biblico dell’Eden che viene sviluppato in questi “misteri” che ha fatto assumere all’albero natalizio il suo significato cristiano: nella notte di Natale, in cui viene celebrata la rinascita di Gesù, colui che ha portato nuova vita nel mondo, l’albero posto al centro del giardino dell’Eden, che simboleggiava la caduta dell’umanità, diventa l’albero intorno a cui l’umanità ritrova il suo perdono.

L’albero poi non rimane semplicemente spoglio, ma viene rivestito di tutta una serie di addobbi, che lo rendono festoso e scintillante. Gli intramontabili ornamenti che non possono mancare sono sicuramente le ghirlande, i nastri colorati, le lucine, le palline spruzzate d’oro o in vetro soffiato e sulla cima il puntale, talvolta a forma di stella per ricordare la stella cometa.

Affianco all’abete sempreverde, sotto al quale la notte del 24 dicembre Babbo Natale lascia i doni per i più piccini, spesso nelle case vi è la presenza di un altro simbolo di questa festa: il presepe.
Esso è la rappresentazione della nascita di Gesù e ha origini medievali. In questa scena vengono riprodotti quindi tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l’asinello agli agnelli.

La tradizione del presepe, prevalentemente italiana, risale all’epoca di San Francesco d’Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività attraverso la messa in scena teatrale di questo evento. La raffigurazione del presepe può però anche essere di tipo iconografico che è quella che prevale nelle case, ma anche nelle Chiese, e che utilizza statuine che raffigurano i vari personaggi della scena.
In Italia la tradizione del presepe si differenzia da regione a regione: il presepe genovese, ad esempio, si realizza con pastori in legno; quello pugliese utilizza la carta pesta per realizzare il prodotto finito ed infine il presepe siciliano viene realizzato con l’aggiunta di prodotti tipici siciliani come rami d’arancio e di mandarino, il presepe partenopeo si colora di personaggi dell’attualità e della politica dando vita a costruzioni fantastiche e divertenti.

Sia albero di Natale che presepe rimangono comunque due pilastri della tradizione natalizia, che non solo hanno significati simbolici che rimandano alla cristianità, ma sono anche l’emblema di un momento dell’anno, quale è il Natale, in cui tutta la famiglia si riunisce per condividere gioie e speranze future.

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