Bari, la società non paga i debiti. Pignorati trofei e maglie storiche

Non basta la situazione che sta vivendo il club biancorosso, passato dal decimo posto in serie A a navigare nelle zone basse della classifica del campionato cadetto, lo scandalo del calcioscommesse che praticamente visto Bari come centro di compravendite di partite. Adesso anche i (pochi) trofei conquistati in quasi 106 anni di storia dalla squadra pugliese sono stati pignorati a causa di mancati pagamenti su varie rateizzazioni coordinate dall’ex A.D. della squadra Garzelli. Le rateizzazioni comprendevano anche i robusti stipendi dei calciatori che pochi anni fa militano in serie A con la maglia biancorossa.

Oltre ai trofei pignorati, tra i quali i quattro titoli vinti con la squadra Primavera (due coppe Italia, un campionato nazionale e il prestigioso Torneo di Viareggio nel 1997), la Mitropa Cup alzata nel 1990, la coppa “Ali della vittoria” vinta dopo un campionato di serie B dominato dai galletti guidati da Antonio Conte, ci sono anche due maglie storiche indossate dai calciatori baresi negli anni passati.

L’attuale amministratore unico del Bari Francesco Vinella minimizza sottolineando come non ci sia nulla di strano in quest’azione di pignoramento notificato al club biancorosso il 25 ottobre scorso e rassicura l’ambiente sulla prossima scadenza: il pagamento dei calciatori da effettuare entro lunedì prossimo.

La situazione debitoria del Bari è molto pesante: i fratelli Matarrese, al timone da 36 anni, hanno accumulato un debito di quasi 30 milioni di euro che rende di fatto invendibile la società. Di pochi giorni fa è la notizia che i legali della società stanno tentando un concordato con i vari creditori per spalmare i debiti su un periodo di oltre cinque anni. Trattandosi questa dell’unica soluzione per evitare il fallimento, ai tifosi del Bari non resta che incrociare ancora le dita e sperare in un futuro migliore dopo le umiliazioni degli ultimi anni, frutto di una mancata programmazione e di scarsa comunicazione verso un piazza passionale.

foto: Ch.Mantuano

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